Tema “Le avanguardie di inizio ‘900”

7 05 2008

La definizione “avanguardia” viene attribuita ai movimenti artistici di rottura e innovazione di inizio Novecento, in cui gli artisti (letterari o meno) si riunivano sotto un manifesto da loro firmato. I principali movimenti letterari che si sviluppano in Italia a inizio secolo sono il Futurismo e il Crepuscolarismo.

Il primo nasce in Italia a seguito della pubblicazione, nel 1909, sul quotidiano parigino “Le Figarò”, del “Manifesto dal Futurismo” da parte di Marinetti. Da questo proclama si capisce che i futuristi sono attratti dal mondo moderno, dal traffico, dalle automobili, dagli aerei, dalla velocità; Marinetti vede l’ uomo a cavalcioni della terra, che la guida a tutta velocità lungo l’orbita con un volante conficcato sul suo asse di rotazione. Amavano la guerra e la violenza, si sentivano realizzati solo mediante l’utilizzo della forza. Rifiutavano tutto ciò che era vecchio e fermo, perché bisognava guardare solo avanti; proprio per questa visione del mondo volevano distruggere e mettere al rogo le biblioteche e le accademie. 

Tre anni dopo, nel 1912, sempre sullo stesso giornale, ancora da Marinetti pubblica il “Manifesto tecnico del Futurismo”. In questo documento, più lungo del precedente, viene trattata, appunto, la parte tecnica della poesia, cioè come doveva scrivere un ero futurista. Dato che la velocità era un “chiodo fisso” per questi poeti, nel testo troviamo molti accorgimenti per rendere la lettura della poesia più dinamica. Tra questi: l’ abolizione della punteggiatura, al posto della quale venivano usati simboli matematici e musicali; l’abolizione degli avverbi, degli aggettivi, perché veniva imposto l’ utilizzo del verbo all’infinito e doveva esserci un doppio per ogni nome. Quest’ultimo accorgimento significava che per ogni sostantivo ne andava aggiunto un altro, analogicamente collegato al precedente. Queste analogie seguivano il gusto barocco, cioè erano tanto più belle quanto più collegavano campi semantici totalmente differenti. Come intuibile, in questo modo, la lettura poteva risultare molto complicata per alcuni lettori; ai futuristi, che avevano una mentalità elitaria, non importava; sostenevano che chi non capiva i testi, non ne era all’altezza e non meritava di capire. Inoltre i futuristi hanno rotto con le strutture poetiche classiche e componevano spesso facendo uso di calligrammi. Detto questo nei manifesti, lo stesso Marinetti in alcuni suoi testi, come “Zang Tum Tum”, dove si descrive l’ attraversamento dello stretto di Messina di un treno a bordo di un traghetto, utilizza avverbi, aggettivi e punteggiatura; inoltre si sente in dovere di spiegare alcune analogie. Dunque non rispetta le regole da lui stesso enunciate.

Contemporaneo al futurismo, nasce il Crepuscolarismo. Per questo movimento, che non ha un vero e proprio manifesto, viene considerate tale un’opera di Corazzini: “Desolazione di un povero poeta sentimentale” . In questa poesia vengono messi in luce i principi e gli atteggiamenti di un poeta crepuscolare: questi rifiutavano il positivismo e il futurismo, e non volevano essere considerati come i poeti che andavano di moda all’epoca, cioè come D’Annunzio. Non credevano in nessuna funzione della poesia. Ipoeti crepuscolari hanno una passione per gli oggetti vecchi, insignificanti, comuni, e per le azioni monotone, ripetitive. La loro malinconia di fondo é data dal sempre presente desiderio di svanire (Cupio-dissolvi) che li porta ad avere un atteggiamento nei confronti della vita vittimistico. I crepuscolari non hanno un manifesto tecnico, ma si può osservare il loro modo di scrivere in una poesia di Moretti: “A Cesena”. Questa poesia mostra la delusione di un fratello nel vedere la sorella “cambiata” dopo un anno di matrimonio; è scritta in terzine di endecasillabi. Vengono scelte una struttura e una forma classiche per le poesia dei crepuscolari, in questo caso la stessa forma che viene usata da Dante nella “Divina Commedia”, che però presenta al suo interno un lessico tipico della prosa e quindi di facile lettura. Nonostante queste due avanguardie presentino bersagli polemici e interessi diversi, autori come Palazzaschi hanno sperimentato entrambe le sensibilità . Questa fusione di stili si trova nel testo “Lasciatemi Divertire” di Palazzeschi; il testo è futurista del punto di vista dei contenuti, delle onomatopee, ma anche crepuscolare, a causa della svalutazione della figura del poeta. Se il crepuscolarismo ha trovato molti esponenti in Italia, il futurismo si è sviluppato molto più all’estero e anche in altre espressioni artistiche, come la pittura e la grafica.

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