Petrarca il Canzoniere “Sonetto CCCX”

12 09 2006

Sonetto CCCX

Zefiro torna, e ‘l bel tempo rimena
e i fiori e l’erbe, sua dolce famiglia,
e garrir Progne e pianger Filomena,
e primavera candida e vermiglia;

ridono i prati, e ‘l ciel si rasserena,
Giove s’allegra di mirar sua figlia;
l’aria e l’acqua e la terra è d’amor piena;
ogni animal d’amar si riconsiglia.

Ma per me, lasso, tornano i più gravi
sospiri, che del cor profondo tragge
quella ch’al ciel se ne portò le chiavi;

e cantar augelletti e fiorir piagge,
e ‘n belle donne oneste atti soavi
sono un deserto, e fere aspre e selvagge.

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Parafrasi de “Padre del ciel, dopo i perduti giorni”

7 09 2006

Padre del cielo, dopo i giorni sprecati, dopo le notti trascorse in pensieri fuorvianti, tormentato da quel desiderio spietato che divampò nel mio cuore contemplando i gesti di lei, tanto affascinanti per mia sventura, fa’ sì che ormai, aiutato dalla Tua grazia, io mi rivolga a una vita più degna e ad azioni più dignitose, in modo che il demonio, mio inesorabile avversario, dopo aver cercato senza successo di irretirmi, fallisca nel suo intento.Signore mio, ora si compie l’undicesimo anno da quando sono stato sottomesso all’opprimente passione d’amore, che infierisce con più crudeltà su chi è più arrendevole. Abbi pietà del mio travaglio vergognoso; riconduci a destinazione più alta i pensieri sviati dal vero bene; ricorda loro che oggi ricorre il giorno della Tua crocifissione.

N.B. la parafrasi è stata fatta da studenti, quindi è da usare come aiuto durante la stesura della propria parafrasi.





Parafrasi de “vorrei ascoltere in rime sparse il suono”

7 09 2006

Voi che ascoltate in queste poesie il suoni di quei sospiri con i quali io nutrivo il mio cuore al tempo del mio errore giovanile, quando ero un uomo diverso da quello che sono, spero di trovare la compassione e il perdono, dove ci sia chi capisce l’ amore perché l’ ha provato, perdono dello stile diseguale nel quale io rifletto piangendo fra la speranza e il dolore vani. Ma io vedo bene adesso, come per molto tempo io fui canzonato da tutti, motivo per cui io spesso mi vergogno di me stesso; del mio innamoramento folle i frutti sono vergogna, pentimento e riconoscere con chiarezza che tutto ciò che piace al mondo è un breve sogno.

N.B. la parafrasi è stata fatta da studenti, quindi è da usare come aiuto durante la stesura della propria parafrasi.





Parafrasi e Analisi de “Erano i capei d’oro a l’aura sparsi”

7 09 2006

“ Erano i capelli d’oro a l’aura sparsi”

I suoi capelli d’oro erano sparsi al vento, che li avvolgeva in mille nodi dolci a vedersi; e la bella luce di quegli occhi che ora ne son tanto avari risplendeva oltre misura; e mi pareva che il viso di lei andasse assumendo colori di pietà, e non so se questo accadesse veramente, o per inganno dei miei occhi: quale meraviglia se io, che già naturalmente ero disposto all’amore, immediatamente me ne innamorai? Il suo portamento non era quello di una donna mortale, ma era quello di un angelo; e le sue parole risuonavano ben diversamente che se le pronunciasse voce umana. Quel che io vidi fu uno spirito celeste, un sole splendente; e anche se non fosse più tale, non per questo la sua immagine svanirebbe, perché una ferita non si rimargina, per il fatto che l’arco si è allentato dopo aver lanciato una freccia.

Tema:
1. Viso
2. Viso
3. Natura angelica di Laura
4. Paragona Laura ad un astro

Parole richiamanti lo stilnovo:
1. Capelli d’oro (1)
2. Dolci nodi (2)
3. Subito arsi (8)
4. Angelica forma (10)

A differenza dello stilnovo, Petrarca “viaggia” nel tempo con la descrizione, passando da presente a passato a futuro. In questo sonetto, Petrarca infatti descrive Laura non solo nel momento del loro incontro(giovinezza) ma anche durante la fare dell’ invecchiamento.

N.B. la parafrasi è stata fatta da studenti, quindi è da usare come aiuto durante la stesura della propria parafrasi.





Parafrasi de “Era il giorno ch’al sol si scoloravano”

7 09 2006

“Era il giorno che al sol si scolorano”

Era il venerdì santo quando fui conquistato dai vostri occhi. Non mi pareva il momento di difendermi dai colpi d’ amore perciò me ne andavo sicuro, motivo per cui le mie sofferenze incominciarono. Nel momento di dolore comincia. L’ amore mi trovò disarmato e trovò aperta la via che, tramite gli occhi, va al cuore. I quali sono diventati una fonte di lacrime. Perciò , secondo me, non gli fu onorevole colpire me con una freccia mentre ero disarmato e a voi Laura che eravate armate, non gli fu onorevole non mostrare l’ arco

N.B. la parafrasi è stata fatta da studenti, quindi è da usare come aiuto durante la stesura della propria parafrasi.





Parafrasi e Analisi de “Chiare fresche et dolci acque”

7 09 2006

Limpide, fresche e dolci acque dove immerse le sue belle membra colei che unica per me merita il nome di donna delicato ramo al quale le piacque di appoggiare il suo bel corpo ( me ne ricordo sospirando ) erba, fiori che ricoprirono il suo leggiadro vestito ed il suo corpo, atmosfera limpida, fatta sacra dalla sua presenza dove Amore attraverso i suoi begli occhi mi trafisse l’animo ascoltate voi tutti insieme le mie tristi ultime parole. Se è mio destino dunque, ed in ciò si adopera il volere del cielo, che Amore chiuda questi occhi piangenti, qualche favore divino faccia sì che il mio corpo sia sepolto tra voi, e l’anima ritorni sciolta dal corpo al cielo. La morte sarà meno dolorosa se reco questa speranza in vista di quel pauroso momento: poiché l’anima stanca non potrebbe in più riposata quiete né in più tranquillo sepolcro abbandonare il corpo travagliato da mille angosce. Verrà forse un giorno in cui all’abituale meta ritornerà la donna bella e crudele, e a quel luogo dove ella mi vide nel benedetto giorno dell’incontro volga i suoi occhi pieni di desiderio e di letizia, cercando di me, e, divenuta pietosa, vedendomi polvere tra le pietre del sepolcro, venga ispirata da Amore così da sospirare tanto dolcemente e ottenere la misericordia divina piegando la giustizia celeste, asciugandosi gli occhi con il suo bel velo.Dai rami scendeva ( dolce nel ricordo ) una pioggia di fiori sul suo grembo; ella sedeva umile in tanta festa della natura, coperta da quella pioggia di fiori, ispiratrice d’amore. Un fiore cadeva sull’orlo della veste, un altro sulle bionde trecce, che quel giorno a vederle. parevano oro fino e perle Un altro si posava in terra ed un altro ancora sull’acqua; infine un fiore volteggiando nell’aria pareva suggerire: “Qui regna Amore ” Quante volte dissi, preso da grande stupore: costei certo è nata in Paradiso. Il suo modo di procedere quasi divino; il suo volto, la sua voce e il suo sorriso mi avevano fatto dimenticare a tal punto dove mi trovavo e fatto allontanare talmente dalla realtà, che mi chiedevo sospirando come fossi potuto pervenire in un luogo simile e quando vi ero giunto. Perché credevo di essere giunto in Paradiso non in Terra dove mi trovavo Da quel momento in poi amo questo luogo così che non ho pace in nessun altro. Se tu, mia canzone, fossi bella e ornata, quanto desideri, potresti coraggiosamente uscire dal bosco e andare tra gli uomini.

Tempi delle stanze:
1. Passato
2. Futuro
3. Futuro
4. Passato
5. Passato\Futuro

Temi delle stanze:
1. Definizione degli “interlocutori”
2. Sofferenza amorosa e richiesta di sepoltura
3. Commozione immaginaria di Laura
4. Descrizione di Laura
5. Descrizione di Laura

Parole richiamanti lo stilnovo:
1. Dolci acque (1)
2. Amor co’ begli occhi il cor m’apprese (11)
3. Amor ispiri (35)
4. Treccie bionde (47)

Definizioni di morte:
– anima che torna nuda al proprio albergo
– dubbioso passo
– momento temibile

le ultime due definizioni di morte sono in contrasto con l’ ideale di morte medievale cioè inizio della vera vita.

N.B. la parafrasi e l’ analisi sono state fatte da studenti, quindi sono da usare come aiuto durante la stesura delle proprie parafrasi e\o analisi.