Fotosintesi

22 02 2007
  1. REAZIONE ALLA LUCE: la superficie della membrana tilacoidale e ricoperta da molecole di clorofilla a e b une vivine alle altre un insieme si queste clorofille forma un COMPLESSO ANTENNA cosi’ chiamato perche’ e’ programmato per riceve una determinata fascia di luce che poi come una pallina le molecole di clorofilla si passeranno fino a farla arrivare tramite clorofilla a al centro reattivo. Questo provoca alla molecola di clorofilla a un salto quantico e la perdita di un elettrone che andra’ a reagire per trasformare il glucosio.gli elettroni verranno rimpiazzati da quelli provenienti dalla scissione dell’ h2o in h2 e o . l’ ossigeno sara’ poi scartato e gli h+ andranno nello stoma rilasciano ATP.
  2. REAZIONE AL BUIO: le molecole di atp vengo poi utilizzate per la fissazione del carbonio che consiste nella riduzione dell’ atomo di carbonio in diossido di carbonio.




I Cloroplasti

22 02 2007

E’ la sede della respirazione della piante; ha molte caratteristiche in comune con i mitocondri e e’ formata da membrane esterne e interne le ultime danno origine a una serie di sacche appiattite dette TILACOIDI una pila di questi tilacoidi da forma a un GRANO. I grana sono immersi nello stoma un liquido abbastanza denso. Sui tilacoidi ci sono i pigmenti , sostanze che permettono la fotosintesi





Fermentazione

22 02 2007

In assenza di ossigeno dopo la glicolisi avviene la fermentazione ; decisamente meno energetica della respirazione.

  1. FERMENTAZIONE ALCOLICA: e’ tipca di alcuni lieviti che riducono in alcool etilico e co2 le molecole iniziali di acido piruvico.
  2. FERMENTAZIONE LATTICA: e’ tipica delle cellule e dei tessuti muscolari; consiste della riduzione delle molecole di acido piruvico trasformandole in acido lattico (sostanza di scarto).




MITOCONDRI

22 02 2007

Sono la sede della respirazione cellulare e sono presenti in numero variabile, nelle cellule eucariote.

E’ formato da 2 membrane una esterna e una interna; quella interna si estende con delle introflessioni chiamate creste mitocondriali. Il compartimento interno dei mitocondri si chiama MATRICE. Nel mitocondrio si trova una molecola circolare di dna e dei ribosomi.

 

RESPIRAZIONE

Avviene in 2 parti

1)      Glicolisi: avviene nel citosol in assenza di ossigeno; la molecola di glucosio viene spezzata in 2 molecole di acido piruvico e si guadagnano 2 ATP

2)      Respirazione cellulare: l’ acido piruvico entra nell’ mitocondrio nel quale l’ ossigeno completa la sua demolizione in diossido di carbonio e acqua nel  CICLO DI KREBS nel quale ad ogni giro si formano 2 ATP e atomi di idrogeno che vengono scissi in h+  e  e

Gli elettroni incominciano a fare una serie di reazioni  di ossidoriduzione che daranno vita a 36 ATP; l’ h+ reagira’ con l’ ossigeno producendo acqua.





Ricerca sulla Val Codera

19 09 2006

INTRODUZIONE

La Val Codera è una piccola valle laterale posta all’inizio della Val Chiavenna, è appena sopra il Lago di Como ed è l’unica delle valli della provincia di Sondrio a non essere raggiungibile in automobile; infatti per raggiungere Codera (un villaggio molto piccolo che ai tempi era il più importante della “valle”) occorre partire da Novate Mezzola (paese posto all’imbocco della Val Chiavenna) e percorrere un sentiero a piedi della durata di circa 2 ore.  Questo è caratterizzato da una mulattiera gradinata costruita dai frati tempo addietro che fin dall’inizio sale a tornanti verso il paese, il primo tratto è abbastanza faticoso mentre il secondo diventa più tranquillo: il sentiero si abbassa. Il percorso che porta a Codera è caratterizzato da due diversi tipi di ambientazione:

– Il primo, che va dalla partenza fino alla prima cappelletta è costituito da un bosco di castagni e rocce in granito (che hanno favorito la nascita di molte cave).

– Il secondo, che va dalla prima alla seconda cappelletta e inizia a quota 714 è caratterizzato da betulle, olmi e castagni.

Il paese che si raggiunge alla fine della camminata è molto grazioso ed uno dei pochi della Lombardia ancora abitato (anche se in minima parte). All’interno di esso è anche presente un Museo Etnografico (che ho trovato chiuso) che ricostruisce gli ambieti del villaggio e l’economia di questo nel passato (vale a dire l’estrazione e la lavorazione della pietra, soprattutto del granito, anche se, nel dopoguerra, l’uso di questo andò sempre più diminuendo a favore di materiali meno costosi e, dunque, le cave chiusero).

ANALISI DELLE ZONE

Durante la Valle si possono incontrare in successione i seguenti zone e climi podologiche e biotiche:

– Piano submontano tra i 550 e i 1000 metri, sulle alpi è tipica la presenza della faggeta che talvolta, in ordine altitudinale, può succedere al querceto e al castagneto ma che più spesso riveste le pendici fresche e in ombra delle vallate. La faggeta può essere pura (ovvero formata solo da faggi) o in associazione con qualche conifera (nella maggior parte dei casi abete bianco o rosso): con particolare riferimento alla Val Codera c’è una iniziale forte predominanza di boschi di castagno con una varietà di vegetazione arbustiva di sottobosco.

– Piano montano: dai mille ai 1400 metri, sulle alpi segna il limite superiore delle latifoglie e il graduale passaggio ai boschi di conifere, che però prenderanno piede solo a quota maggiore. Qui domina la foresta di larice e di abeti rossi (la pecceta).

LA COMPONENTE IDROGEOLOGICA

La Val Codera è costituita dal tipico litotipo di granito alpino, che costituisce l’intera catena della alpi ed è il testimone dei fenomeni di orogenesi da cui l’arco alpino è stato costituito. Si tratta di un materiale estremamente duro e resistente: ottimo supporto per la realizzazione di costruzione i per l’arrampicata sportiva.

I fiumi esercitano un ruolo importante nella modificazione della superfizie terrestre, andando a modellare ed erodere anche i litotipi più duri come accade in Val Codera e al suo litotipo. L’azione geodinamica e erosiva si concentra quasi fortemente “a V”, formando uno stretto imbuto fino a Novate Mezzola, configurandosi come elemento di pericolosità nel caso di un improvviso e repentino incremento di portata idrica (effetto potenzialmente simile al Vajont). Gli effetti dell’erosione sono ben visibili guardando dall’alto la morfologia della piana di Novate di caratteristica natura alluvionale e costituita in forma di conide di deiezione a causa del continuo apporto detritico, cioè dei residui dell’erosione avvenuta a monte. Ritornando in Valle un altra conformazione interessante è quella relativa a regime dei fiumi, che nelle regione apine è nivale: il regime alpino registra infatti la massiama portata nei mesi estivi e la minima di inverno essendo determinaa dalla fusione delle nevi. Questo non significa che la pioggia non sia un fattore importante: se osserviamo la Val Codera è necessario prestare attenzione alla pioggie improvvise ed intense che possono temporanemanete ingrossare in maniera molto significativa il iume che in essa scorre.

Ricerca di Filippo Corti