Saggio di Italiano sui Bamboccioni

11 02 2008

I “Bamboccioni” non se ne vanno più via!

Nel nostro paese ci sono molti giovani-adulti (ragazzi oltre i 30 anni) che vivono ancora con i genitori. Questo fenomeno è largamente diffuso, tanto che, per commentare due nuovi provvedimenti emanati dal governo, il ministro dell’economia Padoa Schioppa ha coniato un nuovo termine che e’ entrato rapidamente nel lessico popolare: “bamboccioni”. I provvedimenti in questione riguardavano, un prestito per studenti fino a 6000 euro  per incentivarli a continuare gli studi in modo indipendente dalla famiglia, e l’ altro che prevede un contributo  a chi sostiene le spese di affitto.

Tutti si chiedono perché questi ragazzi non vogliono lasciare la loro famiglia; la causa principale e’ il costo degli appartamenti e degli affitti nelle nostre città. Come si può pensare che uno studente con 6000 euro e un contributo per l’affitto , riesca a mantenersi in una città, magari diversa dalla sua, per poter terminare o intraprendere un percorso di studi in un’ università? Per esempio chi deve andare a studiare in una città come Milano deve sostenere spese di affitto esorbitanti, che vanno dai 500 ai 1000 euro al mese, in nero, per una stanza!

Con queste cifre, un ragazzo sarebbe costretto a tornare a casa dopo meno di un anno. Una soluzione potrebbe essere quella di creare, come accade negli stati uniti, degli alloggi nei “campus” universitari, così che uno studente possa usufruirne a prezzi agevolati e restare indipendente dalla famiglia. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di trovare un lavoro part-time (in modo da poter seguire le lezioni), che però non è molto remunerativo e comunque non permetterebbe una vita completamente indipendente dalla famiglia. In ogni caso chi va a vivere da solo perde tutti i comfort della vita con i genitori, come avere la stanza in ordine e pulita, i vestiti lavati e stirati, il cibo sempre pronto in tavola, quasi come in albergo. In molti casi sono i genitori stessi, soprattutto quelli rimasti vedovi, che vogliono la compagnia di un figlio; magari lo fanno per combattere la solitudine o in caso di necessità avere subito un aiuto.

Non trovo quindi sbagliato il comportamento di questi ragazzi, perché la loro permanenza in casa risolve i problemi dei genitori e dei figli. Una giusta soluzione è, nel caso di figli che lavorano, di far partecipare questi ragazzi alle spese della famiglia. Ci sono molti ragazzi che lasciano quasi interamente il loro stipendio alla famiglia. Ritengo che questo sia un comportamento più maturo rispetto all’ “ andare a vivere da soli”. I provvedimenti che prevedono i contributi fatti dal governo sono un primo passo, bisogna continuare su questa strada, e magari, aumentare i controlli sugli affitti , alle stelle e in nero, per gli studenti.

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One response

25 09 2010
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Ti ringrazio per il complesso lavoro svolto su questo sito Sono sicuro di contemplare su questo per abbastanza tempo.

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