Le trasformazioni della famiglia tradizionale e la crisi di quella moderna. (di Greta Iaconisi)

3 10 2007

Dagli anni settanta è cominciata una vera e propria

crisi della famiglia tradizionale che si è pian piano

trasformata in “moderna”, con la nascita di nuovi

modelli familiari: single con figli, convivenza e

coppie sposate due volte. Questo sta a significare

che anche il concetto di matrimonio è stato in una

qualche misura ridimensionato.

Con questi nuovi modelli si può però veramente

ancora parlare di famiglia? Che significato e quale

importanza ha oggi la famiglia nella nostra società?

Quali motivi ha portato a questo mutamento?

Fino agli anni sessanta i valori della morale cristiana

regolavano la vita di una coppia: il matrimonio era

una promessa indelebile, anche di

fedeltà, fino alla morte e le attenzioni di carattere

sessuale erano quindi permesse solo al proprio

coniuge.

Tra i due sessi vi era un’asimmetria dovuta al fatto

che l’uomo era considerato il capo della famiglia, e

la donna doveva portargli rispetto come tale,

nel ruolo di buona moglie casalinga e di madre.

Anche i figli rivestivano un’importanza familiare

non indifferente: essi erano una ricchezza che

serviva per il lavoro nei campi, in quanto cominciavano

fin da piccoli a lavorare.

Nella nostra società la morale cristiana è stata in

gran parte abolita, dando spazio a un desiderio di più

libertà, che porta spesso i giovani a non voler allacciare

legami forti che altrimenti comprometterebbero

appunto la loro libertà. Le convivenze e le discusse

coppie di fatto sono un chiaro segnale di questo e

forse anche la paura o la non voglia di prendersi

tutte le responsabilità che il matrimonio comporterebbe.

Questo desiderio di libertà porta spesso all’infedeltà,

che è la causa della grande maggioranza di divorzi,

e al non voler compiere sacrifici e rinunce per il bene

della coppia: sono infatti in aumento le coppie

ricostituite in seconde nozze.

Ora tra i due sessi vi è una simmetria dovuta

all’integrazione della donna nel mondo del lavoro.

Ormai il suo compito non è più quello di accudire

i figli e la casa, ma è quello, insieme al marito, di

mantenere la famiglia.

Tra coppie che hanno comunque l’ammirato

coraggio di sposarsi diventano sempre di meno

quelle che decidono di avere figli. Questo 20,8%

della popolazione che compie questo tipo di scelta

lo fa a causa dell’incremento dell’istruzione, che

porta quindi i genitori a dover mantenere con grandi

i figli ad un’età elevata rispetto al passato. Esistono

però anche due principali motivi egoistici: per primo

marito e moglie vogliono vivere la propria vita senza

impedimenti al loro divertimento e secondo la carriera

lavorativa non permette loro di pensare all’educazione

della prole.

In definitiva l’istituzione del matrimonio come

fondamento della famiglia, costituita da genitori e

figli, si sta pian piano estinguendo, e quest’ultima

ha perso la sua importanza all’interno della società.

Questo a dimostrazione che molto probabilmente

che i nuovi modelli non possono avere la stessa

stabilità della tradizione.

Si spera soltanto un’inversione e un ritorno ad alcune

delle norme morali tradizionali. Almeno per non avere

delle ripercosse sulla nostra futura generazione, che

può crescere bene solo e soltanto in un ambiente familiare

stabile.

 

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