La via crucis dei pendolari. (di Greta Iaconisi)

3 10 2007

 Ogni mattina in Italia il pendolare si sveglia

e sa che dovrà prepararsi per prendere il treno.

E’ questo uno dei fenomeni che interessa i

molti italiani che si muovono al mattino per

andare a lavorare o a scuola: il pendolarismo.

Il pendolare inizia la sua carriera dal primo

anno di superiori e da li comincia ad imparare

i trucchi del mestiere, primi tra tutti sapere

dove piazzarsi per trovare poi posti liberi

sul treno.

Secondo gli studi del Centro di Psicologia

clinica di Roma ne esistono diverse tipologie:

i superorganizzati (21%), che sfruttano il

tempo del tragitto per organizzare il lavoro

o lo studio, i disadattati (25%), che passano

il tempo solo con il telefonino o il giornale,

i sonnacchiosi (19%) e gli spensierati (20%),

che sanno vedere nel viaggio il piacere di

viaggiare.

In queste tipologie si possono distinguere le

varie categorie di utenti delle ferrovie: al

primo posto c’è il popolo studenti (42%),

seguito da un bella fetta di impiegati e

insegnanti (25%), operai (6%), ma troviamo

anche dirigenti (2%) e funzionari (2%).

Il fenomeno del pendolarismo è molto forte

nel Lazio, dove gli abbonati sono ben 240

mila, nella Lombardia, che ne ha 87 mila,

il Veneto con 80 mila e infine in Toscana

con 60 mila. Troviamo in fondo alla classifica

invece il Molise con appena mille tesserati.

Quello del pendolare non è però un mestiere

facile. Sono all’ordine del giorno infatti

proteste a causa delle condizioni del servizio

offerto da Trenitalia. Gli utenti sono costretti

troppo spesso a dover far fronte a problemi

dovuti a ritardi, scioperi, guasti,continui

cambiamenti degli orari, per non parlare

della pulizia delle carrozze e del riscaldamento

che non funziona mai nel corretto modo.

Non è quindi esagerato, viste le condizioni

dei passeggeri, paragonare il tragitto casa-lavoro

come un viaggio verso Austwich. Come se

non bastasse lo stress (che colpisce almeno

il 31% delle persone), il ricercatore giapponese

Tsuyoshi Hondou ha scoperto un altro effetto

collaterale del pendolare: l’elettrosmog.

Hondou ha calcolato che in un vagone dove

Almeno 30 passeggeri su 150 usano internet

o il telefonino concentra un campo magnetico

superiore al limite. Questo studio è stato

smentito da Les Barclay, della Commissione

britannica d’inchiesta su cellulari e salute,

che ha affermato che a breve distanza dal

telefono la sua potenza elettromagnetica si

ridurrebbe già.

Altri problemi che si presentano sono i costi

dei servizi. L’assessore romano Mario

Cacciotti ha stabilito che recarsi da Roma

ad un altro paese sono quattro ore di viaggio

al giorno, per un totale di 45 giorni all’anni

e per una spesa mensile di 67.10 euro.

A questo riguardo regioni come la Lombardia

e l’Emilia Romagna hanno firmato un

Contratto con Trenitalia, la quale sarà costretta

A rimborsare in bonus o servizi le proprie

mancanze. Anche se la nuova Carta dei Servizi

dovrebbe garantire il buon funzionamento

delle ferrovie, c’è bisogno però di maggior

controlli che facciano scattare le multe nei

momenti necessari. Si spera soltanto che

questi controlli non siano più come sono

sempre stati.

Il buon senso di chi vigila e la civiltà dei

passeggeri sono ingredienti perfetti per

trasformare quel viaggio verso Auswitch in

un confortante riposo prima e dopo il lavoro.

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