Ricerca sulla Val Codera

19 09 2006

INTRODUZIONE

La Val Codera è una piccola valle laterale posta all’inizio della Val Chiavenna, è appena sopra il Lago di Como ed è l’unica delle valli della provincia di Sondrio a non essere raggiungibile in automobile; infatti per raggiungere Codera (un villaggio molto piccolo che ai tempi era il più importante della “valle”) occorre partire da Novate Mezzola (paese posto all’imbocco della Val Chiavenna) e percorrere un sentiero a piedi della durata di circa 2 ore.  Questo è caratterizzato da una mulattiera gradinata costruita dai frati tempo addietro che fin dall’inizio sale a tornanti verso il paese, il primo tratto è abbastanza faticoso mentre il secondo diventa più tranquillo: il sentiero si abbassa. Il percorso che porta a Codera è caratterizzato da due diversi tipi di ambientazione:

– Il primo, che va dalla partenza fino alla prima cappelletta è costituito da un bosco di castagni e rocce in granito (che hanno favorito la nascita di molte cave).

– Il secondo, che va dalla prima alla seconda cappelletta e inizia a quota 714 è caratterizzato da betulle, olmi e castagni.

Il paese che si raggiunge alla fine della camminata è molto grazioso ed uno dei pochi della Lombardia ancora abitato (anche se in minima parte). All’interno di esso è anche presente un Museo Etnografico (che ho trovato chiuso) che ricostruisce gli ambieti del villaggio e l’economia di questo nel passato (vale a dire l’estrazione e la lavorazione della pietra, soprattutto del granito, anche se, nel dopoguerra, l’uso di questo andò sempre più diminuendo a favore di materiali meno costosi e, dunque, le cave chiusero).

ANALISI DELLE ZONE

Durante la Valle si possono incontrare in successione i seguenti zone e climi podologiche e biotiche:

– Piano submontano tra i 550 e i 1000 metri, sulle alpi è tipica la presenza della faggeta che talvolta, in ordine altitudinale, può succedere al querceto e al castagneto ma che più spesso riveste le pendici fresche e in ombra delle vallate. La faggeta può essere pura (ovvero formata solo da faggi) o in associazione con qualche conifera (nella maggior parte dei casi abete bianco o rosso): con particolare riferimento alla Val Codera c’è una iniziale forte predominanza di boschi di castagno con una varietà di vegetazione arbustiva di sottobosco.

– Piano montano: dai mille ai 1400 metri, sulle alpi segna il limite superiore delle latifoglie e il graduale passaggio ai boschi di conifere, che però prenderanno piede solo a quota maggiore. Qui domina la foresta di larice e di abeti rossi (la pecceta).

LA COMPONENTE IDROGEOLOGICA

La Val Codera è costituita dal tipico litotipo di granito alpino, che costituisce l’intera catena della alpi ed è il testimone dei fenomeni di orogenesi da cui l’arco alpino è stato costituito. Si tratta di un materiale estremamente duro e resistente: ottimo supporto per la realizzazione di costruzione i per l’arrampicata sportiva.

I fiumi esercitano un ruolo importante nella modificazione della superfizie terrestre, andando a modellare ed erodere anche i litotipi più duri come accade in Val Codera e al suo litotipo. L’azione geodinamica e erosiva si concentra quasi fortemente “a V”, formando uno stretto imbuto fino a Novate Mezzola, configurandosi come elemento di pericolosità nel caso di un improvviso e repentino incremento di portata idrica (effetto potenzialmente simile al Vajont). Gli effetti dell’erosione sono ben visibili guardando dall’alto la morfologia della piana di Novate di caratteristica natura alluvionale e costituita in forma di conide di deiezione a causa del continuo apporto detritico, cioè dei residui dell’erosione avvenuta a monte. Ritornando in Valle un altra conformazione interessante è quella relativa a regime dei fiumi, che nelle regione apine è nivale: il regime alpino registra infatti la massiama portata nei mesi estivi e la minima di inverno essendo determinaa dalla fusione delle nevi. Questo non significa che la pioggia non sia un fattore importante: se osserviamo la Val Codera è necessario prestare attenzione alla pioggie improvvise ed intense che possono temporanemanete ingrossare in maniera molto significativa il iume che in essa scorre.

Ricerca di Filippo Corti

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One response

21 03 2007
Guido Mazzoleni

Da geologo, ho notato qualche imprecisione. Se volete saperne di più, segnalo il libro
“Itinerari mineralogici in Val Codera” (Geologia Insubrica, 2005) e la mostra tematica in allestimento al Museo “Caffi” di Bergamo (27 aprile – ottobre 2007). Cordiali saluti.

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