Versione de “NESSUNO PUO’ RESISTERE AD ANNIBALE IN BATTAGLIA”

12 09 2006

NESSUNO PUO’ RESISTERE AD ANNIBALE IN BATTAGLIAAnnibale, poiché aveva sconfitto i Romani presso Canne e si era avvicinato a Roma e nessun esercito dei nemici resisteva a lui in battaglia, si fermò sui monti vicini alla città. Poiché lì per alcuni giorni era sceso in campo e tornava a Capua, da dove era partito, si scontrò nel territorio di Falerno col dittatore Quinto Fabio Massimo. In questo posto, nonostante fosse stato chiuso in luoghi angusti di notte, senza nessuna perdita del suo esercito, sfuggì dall’agguato e ingannò Fabio, imperatore furbissimo. Infatti durante la notte legò e incendiò rami secchi alle corna dei giovenchi e fece avanzare l’armento furioso verso i nemici. Così fu suscitato grandissimo terrore nell’esercito romano e nessuno voleva uscire fuori dal vallo. Non molti giorni dopo indotto in combattimento Marco Minucio Rufo, capo della cavalleria, lo mise in fuga con tutte le truppe. Avendo tratto in un agguato e assalito con impeto improvviso un certo Tiberio Gracco per due volte console in Lucania annientò gran parte della cavalleria e della fanteria. Di tante gesta basterà dire una cosa sola: per tutto il tempo che Annibale è stato in Italia nessuno potè resistergli in battaglia.

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