Versione de “IL DADO E’ TRATTO”

12 09 2006

IL DADO E’ TRATTO

 Dopo il tramonto del sole Cesare, essendo state le bestie da soma attaccate dal più vicino mulino al carro, entrò in un percorso nascostissimo e, avendo seguito le coorti verso il fiume Rubicone, che era il confine della sua provincia, stabilì un poco. Subito rivolto ai suoi vicini disse: “Anche ora possiamo tornare indietro; poiché se oltrepasseremo il ponticello noi dovremo fare tutte le cose con le armi”. A lui esitante accadde questo miracolo. Apparve repentinamente un tale di unica magnificenza e bellezza che suonava il flauto; per ascoltare questo, essendo accorsi moltissimi soldati e tra loro anche i trombettieri, strappata ad uno la tuba, saltò nel fiume e avendo cominciato il segnale di tromba con spirito straordinario occupò l’altra sponda. Allora Cesare disse: “Che si vada di là, i prodigi degli dei e l’iniquità dei nemici chiamano. Il dado è tratto”. E subito trascinò l’esercito.

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One response

23 01 2008
Andrea

sai, nel ”DE BELLO CIVILI” (libro di Cesare sulla guerra civile romana, contro Pompeo), Cesare non cita mai il Rubicone e tanto meno la frase: ”il dado è tratto”, ma nomina solo la città di Rimini, in questo modo fa capire che la guerra è iniziata…
da dove hai preso questa versione?????

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