Parafrasi parziale del 26° canto dell’ INFERNO

7 09 2006

Quante solo le lucciole che vede la sera il contadino, che riposa sul colle, d’ estate , giù nella valle dove vendemmia e ara; l’ ottava bolgia splendeva di tante fiamme, così come io mi accorsi non appena giunsi là dove si vedeva il fondo. – E la mia guida che mi vide tanto intento a guardare, disse: “ Dentro i fuochi ci sono gli spiriti; ciascuna si circonda di quello di cui sono accesi”. “Maestro mio” risposi, “ne sono più sicuro per avertelo sentito dire, ma già mi era sembrato che fosse così e volevo chiederti:chi e’ avvolto in quel fuoco che e’ così diviso in alto, che sembra uscire dal rogo dove fu messo Eteocle con il fratello?” Mi rispose: “Là dentro si martiria Ulisse e Diomene, e sono uniti nel castigo, come lo furono nel peccato; e dentro la loro fiamma si piange l’ inganno del cavallo che aprì la breccia dove uscì la stirpe dei romani. Si piange l’ astuzia per la quale Deidamia , anche se motrta, e’ ancora addolorata per Achille e si porta pena per il furto del Palladio.

N.B. la parafrasi è stata fatta da studenti, quindi è da usare come aiuto durante la stesura della propria parafrasi.

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