Parafrasi parziale del 10° canto dell’ INFERNO

7 09 2006

Ora il mio maestro se ne va per un sentiero appartato tra il muro della città e i dannati ed io lo seguo. “o grande virtù che mi quindi come vuoi attraverso questi cerchi infernali parlami e soddisfa i miei desideri. Si potrebbe vedere la gente che sta nei sepolcri? I sepolcri cono già aperti, e non c’e’ nessuno che controlla” ed egli mi rispose “tutti i sepolcri saranno chiusi quando le anime torneranno nella valle di Giosafat con tutti i corpi che hanno lasciato lassù. Da questa parte hanno la tomba Epicureo e tutti i suoi seguaci, che ritengono l’ anima mortale. Perciò alla domanda che mi fai ora ci sarà presto una risposta, e anche al desiderio che ancora mi tieni nascosto”. E risposi “buona guida, non ti tengo nascosto il mio cuore se non per parlare poco, cosa a cui tu mi hai disposto altre volte”. “toscano che attraverso la città del fuoco tene vai vivo, parlando così dignitosamente, degnati di restare in questo posto. La tua parlata ti fa capire che sei nativo di quella patria nobile alla quale forse fui troppo dannoso.” Improvvisamente questa voce uscì da un sarcofago perciò spaventato mi avvicinai un po’ più alla mia guida. Egli mi disse “voltati, cosa fai? Guarda la’ Farinata che si è alzato: lo vedrai tutto dalla cintola in su.” Io avevo già il mio sguardo fisso nel suo; ed egli si sollevava con il petto e con la fronte come se avesse grande disprezzo per l’ inferno. E le incoraggianti mani della mia guida mi spinsero tra le tombe verso lui dicendo : “ le tue parole siano ponderate.” Quando giunsi ai piedi della tomba , mi guardò un po’ e poi quasi con sdegno, mi chiese: “chi furono i tuoi antenati?”. Io che ero desideroso di ubbidire, non glielo nascosi, ma gli dissi tutto; per cui egli sollevò un po’ le ciglia; poi disse: “furono avversari orgogliosi miei , dei miei antenati e del mio partito, così che per due volte li sconfissi”. “se furono cacciati, tornarono da ogni luogo d’ esilio” gli risposi, “si una, sia l’ altra volta; ma i vostri non appresero mai bene quell’ arte.” All’ora si alzò dall’ apertura del sepolcro un ombra, al fianco di questa, visibile fino al mento; credo si fosse alzata fino al ginocchio. Guardò intorno a me come se fosse desideroso di vedere qualcun altro con me; e dopo che le sue speranze vennero a meno, piangendo disse: “se per questo luogo buio vai grazie al tuo intelletto, mio figlio dove è? E perché non è con te?” e gli risposi “non vengo di mia iniziativa colui che attende là forse mi condurrà a quella persona la quale fu disdegnata da Guido vostro”. Le sue parole e la sua pena mi avevano già detto il nome di costui; perciò la mia risposta fu così esauriente. Drizzandosi all’ improvviso gridò “come? Dicesti “egli ebbe”? non e’ ancora vivo egli?la dolce luce non colpisce più i suoi occhi?” quando si accorse che indugiavo a rispondere ricadde supino e non si rialzò più. L’ altro , grand’uomo, alla cuoi domanda non avevo ancora risposto, non si mosse; e continuando il discorso da dove lo avevamo interrotto, “se essi non hanno ben appreso quell’ arte, questo mi tormenta più di questo letto. Ma la faccia della donna che qui regna non si sarà riaccesa cinquanta volte che tu capirai quanto pesa quell’ arte. E possa tu tornare, ma dimmi: perché quel popolo e’ così crudele con il mio in ogni sua legge?”

N.B. la parafrasi è stata fatta da studenti, quindi è da usare come aiuto durante la stesura della propria parafrasi.

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One response

6 02 2008
kalabria...

è importante,in questo canto, capire chi è Farinata: si tratta di Manente di Iacopo degli Uberti,meglio conosciuto come Farinata.Fu il capo dei ghibellini. Riuscì a togliere i guelfi dal governo di Firenze per ben 2 volte ma x altrettante fu tolto. La sua famiglia viene condannata all’esilio e,dopo la sua morte, venne sottoposto ad 1 processo x eresia.Nei vv 91-93 egli stesso spiega che,nonostante le sventure e gli spargimenti di sangue che causò alla città,egli salvò Firenze quando i suoi compagni avevano deciso di raderla al suolo..
da notare anche il legame tra farinata e cavalcante cavalcanti, condannati nello stesso cerchio(degli eretici, cioè dei negatori dell’immortalità dell’anima) e presenti nello stesso canto: Guido,figlio di Cavalcanti e celebre scrittore e amico di Dante, aveva sposato Beatrice,figlia di Farinata.

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