Tema “Le avanguardie di inizio ’900″

7 05 2008

La definizione “avanguardia” viene attribuita ai movimenti artistici di rottura e innovazione di inizio Novecento, in cui gli artisti (letterari o meno) si riunivano sotto un manifesto da loro firmato. I principali movimenti letterari che si sviluppano in Italia a inizio secolo sono il Futurismo e il Crepuscolarismo.

Il primo nasce in Italia a seguito della pubblicazione, nel 1909, sul quotidiano parigino “Le Figarò”, del “Manifesto dal Futurismo” da parte di Marinetti. Da questo proclama si capisce che i futuristi sono attratti dal mondo moderno, dal traffico, dalle automobili, dagli aerei, dalla velocità; Marinetti vede l’ uomo a cavalcioni della terra, che la guida a tutta velocità lungo l’orbita con un volante conficcato sul suo asse di rotazione. Amavano la guerra e la violenza, si sentivano realizzati solo mediante l’utilizzo della forza. Rifiutavano tutto ciò che era vecchio e fermo, perché bisognava guardare solo avanti; proprio per questa visione del mondo volevano distruggere e mettere al rogo le biblioteche e le accademie. 

Tre anni dopo, nel 1912, sempre sullo stesso giornale, ancora da Marinetti pubblica il “Manifesto tecnico del Futurismo”. In questo documento, più lungo del precedente, viene trattata, appunto, la parte tecnica della poesia, cioè come doveva scrivere un ero futurista. Dato che la velocità era un “chiodo fisso” per questi poeti, nel testo troviamo molti accorgimenti per rendere la lettura della poesia più dinamica. Tra questi: l’ abolizione della punteggiatura, al posto della quale venivano usati simboli matematici e musicali; l’abolizione degli avverbi, degli aggettivi, perché veniva imposto l’ utilizzo del verbo all’infinito e doveva esserci un doppio per ogni nome. Quest’ultimo accorgimento significava che per ogni sostantivo ne andava aggiunto un altro, analogicamente collegato al precedente. Queste analogie seguivano il gusto barocco, cioè erano tanto più belle quanto più collegavano campi semantici totalmente differenti. Come intuibile, in questo modo, la lettura poteva risultare molto complicata per alcuni lettori; ai futuristi, che avevano una mentalità elitaria, non importava; sostenevano che chi non capiva i testi, non ne era all’altezza e non meritava di capire. Inoltre i futuristi hanno rotto con le strutture poetiche classiche e componevano spesso facendo uso di calligrammi. Detto questo nei manifesti, lo stesso Marinetti in alcuni suoi testi, come “Zang Tum Tum”, dove si descrive l’ attraversamento dello stretto di Messina di un treno a bordo di un traghetto, utilizza avverbi, aggettivi e punteggiatura; inoltre si sente in dovere di spiegare alcune analogie. Dunque non rispetta le regole da lui stesso enunciate.

Contemporaneo al futurismo, nasce il Crepuscolarismo. Per questo movimento, che non ha un vero e proprio manifesto, viene considerate tale un’opera di Corazzini: “Desolazione di un povero poeta sentimentale” . In questa poesia vengono messi in luce i principi e gli atteggiamenti di un poeta crepuscolare: questi rifiutavano il positivismo e il futurismo, e non volevano essere considerati come i poeti che andavano di moda all’epoca, cioè come D’Annunzio. Non credevano in nessuna funzione della poesia. Ipoeti crepuscolari hanno una passione per gli oggetti vecchi, insignificanti, comuni, e per le azioni monotone, ripetitive. La loro malinconia di fondo é data dal sempre presente desiderio di svanire (Cupio-dissolvi) che li porta ad avere un atteggiamento nei confronti della vita vittimistico. I crepuscolari non hanno un manifesto tecnico, ma si può osservare il loro modo di scrivere in una poesia di Moretti: “A Cesena”. Questa poesia mostra la delusione di un fratello nel vedere la sorella “cambiata” dopo un anno di matrimonio; è scritta in terzine di endecasillabi. Vengono scelte una struttura e una forma classiche per le poesia dei crepuscolari, in questo caso la stessa forma che viene usata da Dante nella “Divina Commedia”, che però presenta al suo interno un lessico tipico della prosa e quindi di facile lettura. Nonostante queste due avanguardie presentino bersagli polemici e interessi diversi, autori come Palazzaschi hanno sperimentato entrambe le sensibilità . Questa fusione di stili si trova nel testo “Lasciatemi Divertire” di Palazzeschi; il testo è futurista del punto di vista dei contenuti, delle onomatopee, ma anche crepuscolare, a causa della svalutazione della figura del poeta. Se il crepuscolarismo ha trovato molti esponenti in Italia, il futurismo si è sviluppato molto più all’estero e anche in altre espressioni artistiche, come la pittura e la grafica.





Saggio di Italiano sui Bamboccioni

11 02 2008

I “Bamboccioni” non se ne vanno più via!

Nel nostro paese ci sono molti giovani-adulti (ragazzi oltre i 30 anni) che vivono ancora con i genitori. Questo fenomeno è largamente diffuso, tanto che, per commentare due nuovi provvedimenti emanati dal governo, il ministro dell’economia Padoa Schioppa ha coniato un nuovo termine che e’ entrato rapidamente nel lessico popolare: “bamboccioni”. I provvedimenti in questione riguardavano, un prestito per studenti fino a 6000 euro  per incentivarli a continuare gli studi in modo indipendente dalla famiglia, e l’ altro che prevede un contributo  a chi sostiene le spese di affitto.

Tutti si chiedono perché questi ragazzi non vogliono lasciare la loro famiglia; la causa principale e’ il costo degli appartamenti e degli affitti nelle nostre città. Come si può pensare che uno studente con 6000 euro e un contributo per l’affitto , riesca a mantenersi in una città, magari diversa dalla sua, per poter terminare o intraprendere un percorso di studi in un’ università? Per esempio chi deve andare a studiare in una città come Milano deve sostenere spese di affitto esorbitanti, che vanno dai 500 ai 1000 euro al mese, in nero, per una stanza!

Con queste cifre, un ragazzo sarebbe costretto a tornare a casa dopo meno di un anno. Una soluzione potrebbe essere quella di creare, come accade negli stati uniti, degli alloggi nei “campus” universitari, così che uno studente possa usufruirne a prezzi agevolati e restare indipendente dalla famiglia. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di trovare un lavoro part-time (in modo da poter seguire le lezioni), che però non è molto remunerativo e comunque non permetterebbe una vita completamente indipendente dalla famiglia. In ogni caso chi va a vivere da solo perde tutti i comfort della vita con i genitori, come avere la stanza in ordine e pulita, i vestiti lavati e stirati, il cibo sempre pronto in tavola, quasi come in albergo. In molti casi sono i genitori stessi, soprattutto quelli rimasti vedovi, che vogliono la compagnia di un figlio; magari lo fanno per combattere la solitudine o in caso di necessità avere subito un aiuto.

Non trovo quindi sbagliato il comportamento di questi ragazzi, perché la loro permanenza in casa risolve i problemi dei genitori e dei figli. Una giusta soluzione è, nel caso di figli che lavorano, di far partecipare questi ragazzi alle spese della famiglia. Ci sono molti ragazzi che lasciano quasi interamente il loro stipendio alla famiglia. Ritengo che questo sia un comportamento più maturo rispetto all’ “ andare a vivere da soli”. I provvedimenti che prevedono i contributi fatti dal governo sono un primo passo, bisogna continuare su questa strada, e magari, aumentare i controlli sugli affitti , alle stelle e in nero, per gli studenti.





La via crucis dei pendolari. (di Greta Iaconisi)

3 10 2007

 Ogni mattina in Italia il pendolare si sveglia

e sa che dovrà prepararsi per prendere il treno.

E’ questo uno dei fenomeni che interessa i

molti italiani che si muovono al mattino per

andare a lavorare o a scuola: il pendolarismo.

Il pendolare inizia la sua carriera dal primo

anno di superiori e da li comincia ad imparare

i trucchi del mestiere, primi tra tutti sapere

dove piazzarsi per trovare poi posti liberi

sul treno.

Secondo gli studi del Centro di Psicologia

clinica di Roma ne esistono diverse tipologie:

i superorganizzati (21%), che sfruttano il

tempo del tragitto per organizzare il lavoro

o lo studio, i disadattati (25%), che passano

il tempo solo con il telefonino o il giornale,

i sonnacchiosi (19%) e gli spensierati (20%),

che sanno vedere nel viaggio il piacere di

viaggiare.

In queste tipologie si possono distinguere le

varie categorie di utenti delle ferrovie: al

primo posto c’è il popolo studenti (42%),

seguito da un bella fetta di impiegati e

insegnanti (25%), operai (6%), ma troviamo

anche dirigenti (2%) e funzionari (2%).

Il fenomeno del pendolarismo è molto forte

nel Lazio, dove gli abbonati sono ben 240

mila, nella Lombardia, che ne ha 87 mila,

il Veneto con 80 mila e infine in Toscana

con 60 mila. Troviamo in fondo alla classifica

invece il Molise con appena mille tesserati.

Quello del pendolare non è però un mestiere

facile. Sono all’ordine del giorno infatti

proteste a causa delle condizioni del servizio

offerto da Trenitalia. Gli utenti sono costretti

troppo spesso a dover far fronte a problemi

dovuti a ritardi, scioperi, guasti,continui

cambiamenti degli orari, per non parlare

della pulizia delle carrozze e del riscaldamento

che non funziona mai nel corretto modo.

Non è quindi esagerato, viste le condizioni

dei passeggeri, paragonare il tragitto casa-lavoro

come un viaggio verso Austwich. Come se

non bastasse lo stress (che colpisce almeno

il 31% delle persone), il ricercatore giapponese

Tsuyoshi Hondou ha scoperto un altro effetto

collaterale del pendolare: l’elettrosmog.

Hondou ha calcolato che in un vagone dove

Almeno 30 passeggeri su 150 usano internet

o il telefonino concentra un campo magnetico

superiore al limite. Questo studio è stato

smentito da Les Barclay, della Commissione

britannica d’inchiesta su cellulari e salute,

che ha affermato che a breve distanza dal

telefono la sua potenza elettromagnetica si

ridurrebbe già.

Altri problemi che si presentano sono i costi

dei servizi. L’assessore romano Mario

Cacciotti ha stabilito che recarsi da Roma

ad un altro paese sono quattro ore di viaggio

al giorno, per un totale di 45 giorni all’anni

e per una spesa mensile di 67.10 euro.

A questo riguardo regioni come la Lombardia

e l’Emilia Romagna hanno firmato un

Contratto con Trenitalia, la quale sarà costretta

A rimborsare in bonus o servizi le proprie

mancanze. Anche se la nuova Carta dei Servizi

dovrebbe garantire il buon funzionamento

delle ferrovie, c’è bisogno però di maggior

controlli che facciano scattare le multe nei

momenti necessari. Si spera soltanto che

questi controlli non siano più come sono

sempre stati.

Il buon senso di chi vigila e la civiltà dei

passeggeri sono ingredienti perfetti per

trasformare quel viaggio verso Auswitch in

un confortante riposo prima e dopo il lavoro.





Le trasformazioni della famiglia tradizionale e la crisi di quella moderna. (di Greta Iaconisi)

3 10 2007

Dagli anni settanta è cominciata una vera e propria

crisi della famiglia tradizionale che si è pian piano

trasformata in “moderna”, con la nascita di nuovi

modelli familiari: single con figli, convivenza e

coppie sposate due volte. Questo sta a significare

che anche il concetto di matrimonio è stato in una

qualche misura ridimensionato.

Con questi nuovi modelli si può però veramente

ancora parlare di famiglia? Che significato e quale

importanza ha oggi la famiglia nella nostra società?

Quali motivi ha portato a questo mutamento?

Fino agli anni sessanta i valori della morale cristiana

regolavano la vita di una coppia: il matrimonio era

una promessa indelebile, anche di

fedeltà, fino alla morte e le attenzioni di carattere

sessuale erano quindi permesse solo al proprio

coniuge.

Tra i due sessi vi era un’asimmetria dovuta al fatto

che l’uomo era considerato il capo della famiglia, e

la donna doveva portargli rispetto come tale,

nel ruolo di buona moglie casalinga e di madre.

Anche i figli rivestivano un’importanza familiare

non indifferente: essi erano una ricchezza che

serviva per il lavoro nei campi, in quanto cominciavano

fin da piccoli a lavorare.

Nella nostra società la morale cristiana è stata in

gran parte abolita, dando spazio a un desiderio di più

libertà, che porta spesso i giovani a non voler allacciare

legami forti che altrimenti comprometterebbero

appunto la loro libertà. Le convivenze e le discusse

coppie di fatto sono un chiaro segnale di questo e

forse anche la paura o la non voglia di prendersi

tutte le responsabilità che il matrimonio comporterebbe.

Questo desiderio di libertà porta spesso all’infedeltà,

che è la causa della grande maggioranza di divorzi,

e al non voler compiere sacrifici e rinunce per il bene

della coppia: sono infatti in aumento le coppie

ricostituite in seconde nozze.

Ora tra i due sessi vi è una simmetria dovuta

all’integrazione della donna nel mondo del lavoro.

Ormai il suo compito non è più quello di accudire

i figli e la casa, ma è quello, insieme al marito, di

mantenere la famiglia.

Tra coppie che hanno comunque l’ammirato

coraggio di sposarsi diventano sempre di meno

quelle che decidono di avere figli. Questo 20,8%

della popolazione che compie questo tipo di scelta

lo fa a causa dell’incremento dell’istruzione, che

porta quindi i genitori a dover mantenere con grandi

i figli ad un’età elevata rispetto al passato. Esistono

però anche due principali motivi egoistici: per primo

marito e moglie vogliono vivere la propria vita senza

impedimenti al loro divertimento e secondo la carriera

lavorativa non permette loro di pensare all’educazione

della prole.

In definitiva l’istituzione del matrimonio come

fondamento della famiglia, costituita da genitori e

figli, si sta pian piano estinguendo, e quest’ultima

ha perso la sua importanza all’interno della società.

Questo a dimostrazione che molto probabilmente

che i nuovi modelli non possono avere la stessa

stabilità della tradizione.

Si spera soltanto un’inversione e un ritorno ad alcune

delle norme morali tradizionali. Almeno per non avere

delle ripercosse sulla nostra futura generazione, che

può crescere bene solo e soltanto in un ambiente familiare

stabile.

 





Articolo sulle risse negli stadi

29 06 2007

RISSE ALLO STADIO; LE CAUSE

 

Venerdì due febbraio, alla fine della partita Catania-Palermo, gli ultras di entrambe le tifoserie si sono riversati in strada in uno scontro violento e distruttivo. In questa battaglia, come in molte altre, volavano sassi, bastoni, bombe carta e bottiglie molotov tra le tifoserie e sulla polizia che cercava si sedare la rissa; purtroppo, questa volta, l’ ispettore Filippo Raciti è stato ucciso da un colpo al fegato infertogli da un ragazzo ultras. Come mai si ripetono episodi di violenza negli stadi da parte dei tifosi? E soprattutto come mai viene presa di mira la polizia? La risposta alla seconda domanda è relativamente semplice: le forze dell’ ordine che intervengono per separare le tifoserie, vengono viste si dall’ una che dall’ altra fazione come un “ostacolo” al raggiungimento del loro obbiettivo (i tifosi dell’ altra squadra) e per questo la polizia stessa viene identificata come nemica e quindi attaccata. L’ accanimento contro le forze dell’ ordine potrebbe essere spiegato anche da una sorta di pregiudizio che molti ultras hanno nei confronti delle autorità dello stato. Inoltre nelle curve degli stadi circola molta droga: forse alcuni tifosi hanno la paura di essere scoperti. Tanta violenza non è ostacolata dalle leggi, che esistono si, ma non garantiscono la certezza della pena, condizione necessaria affinché la legge serva effettivamente da deterrente. Lo dimostra il fatto che gran parte degli ultras che vengono arrestati riesce a uscirne solo con multe, impegno nei servizi sociali o comunque pene molto esigue rispetto ai reati commessi; molti riescono anche ad ottenere la piena assoluzione. Una causa della violenza è l’ eccessivo fanatismo dei tifosi nei confronti dello sport e della squadra. Ci sono troppi ultras che sono letteralmente “malati” di calcio; e di fronte a persone di altra “fede” calcistica diventano terribilmente aggressivi e violenti, pur di far prevalere la propria idea. A questo punto di potrebbe pensare che sia la società ad influenzare negativamente queste persone (con videogiochi, programmi televisivi ecc. che incitano violenza); NO! Non si possono sempre scaricare le colpe del singolo sulla società; una persona deve essere capace di pensare autonomamente e se non sa porsi un freno ai comportamenti è l’ unico responsabile delle sue azioni.Resta comunque la necessità di trovare misure efficaci per prevenire e reprimere questi scontri. Negli stadi si sta cercando di eliminare il problema alla radice, istallando tornelli, impianti di video-sorveglianza, e intensificando i controlli; questo può aiutare, ma come è accaduto a Catania, molti scontri avvengono per le strade limitrofe alla stadio. Quindi si potrebbe fare uscire dallo stadio una tifoseria alla volta e assicurarsi che si allontanino e che la folla si smaltisca. Se neanche queste misure funzionassero, bisognerebbe ricorrere a metodi severi e repressivi, perché’ non ci si può’ permettere di mandare in fumo altre vite per una stupida partita di calcio!





E’ utile studiare latino nei licei scientifici o no?

12 09 2006




L’ Avanzata di internet nel campo dell’ informazione

7 09 2006

L’ AVANZATA DI INTERNET NEL CAMPO DELL’ INFORMAZIONE
I giornali saranno meno letti, mentre internet sarà il giornale del futuro.

Internet sicuramente rappresenta il futuro dell’ informazione,ma, per il momento, solo la metà degli italiani ha una connessione al web; di questi, secondo un’ indagine effettuata da “ Isimm Ricerche 2006” il 10% è sempre connesso (a causa di necessità, come nelle aziende) e il restante 90% accede saltuariamente o per poco tempo al giorno. Nonostante ciò, il web e i nuovi media prendono e prenderanno sempre più piede. Entro il 2010 è prevista una diffusione dell’ informazione on-line, anche tra gli adulti, pari al 45% invece tra i giovani questo tipo di notizie è già ampiamente diffuso; secondo le stime, i giornali scenderanno paurosamente dall’ 81% di lettori a uno scoraggiante 36%. L’ unico media che sembra non risentire di questo cambiamento è la televisione, che secondo le previsioni resterà al passo con internet (con il 43%). La tecnologia è in continua evoluzione e ogni giorno ci propone delle novità. Non molti lo sanno, ma negli ultimi modelli di cellulare, c’è la possibilità di connettersi a internet con velocità di navigazione pari quasi all’ adsl domestica (circa 300 kbps), dunque il web è a disposizione per cercare ogni tipo di informazione. Questo mezzo di informazione non è ancora molto diffuso, a causa dei costi di connessione abbastanza elevati e dalla necessità di avere un telefono di ultima generazione. Si prevede però che in futuro aumenterà la quota di time-share di questa novità, passando da meno dell’ 1% al 5%. Sempre riguardo ai cellulari, negli ultimi tempi sono stati attivati diversi servizi di informazione da parte delle principali agenzie di stampa, che tramite sms tengono aggiornato il cliente sui fatti di attualità. Anche in questo caso poche persono fruiscono di questo servizio (solo il 3%). Attira l’ attenzione dei passanti anche la televisione-outdoor, cioè gli schermi che troviamo nelle stazioni della metropolitana, negli aeroporti, nelle piazze e nei negozi, che ci bombardano di informazioni e immagini pubblicitarie, più o meno utili. Poca gente però fa caso a questi schermi ( solo il 33%). Si trasformerà anche la forma delle notizie: basta articoli lunghi e complessi, benvenuti testi brevi , immagini e video; questo perché con la vita frenetiche che viviamo, risulterebbe difficile leggere, per esempio, in metropolitana una articolo di giornale lungo una pagina. Internet si espande e mette in crisi gli altri media, i quali, l’ unico modo che hanno per resistere all’ avanzata del web, è puntare tutto sulla multimedialità, cioè la possibilità del cliente di interagire con la fonte delle notizie.

N.B. l’ articolo è stato fatto da studenti, quindi è da usare come aiuto durante la stesura della proprio tema.





L’ arma letale dei polli. (Articolo sull’ influenza aviaria)

7 09 2006

L’ arma letale dei polli

“Prima o poi dovremo affrontare una pandemia…” così ha detto il presidente USA Gorge W. Bush lunedì 1 novembre. È vero, la pandemia arriverà non si sa quando né dove, non si sa quante persone verranno contagiate né quante moriranno, non si sa come difendersi né cosa fare in caso di contagio.

• Origine e diffusione
La causa dei nostri problemi è il virus H5N1 meglio conosciuto come ‘dei polli’. È nato ad Hong Kong nel 1997 e ha causato l’ abbattimento o la morte di oltre un milione e mezzo di polli,anatre ed oche, ed ha contagiato 18 persone uccidendone un terzo. Il ceppo virale riemerge in Korea nel 2003 e oggi si e’ espanso anche in: Cina, Cambogia, Taiwan, Tailandia, Vietnam, Giappone, Indonesia, Kazakistan, Laos, Malaysia, Mongolia, Filippine e Russia.

• Caratteristiche del virus e stime
Il virus H5N1 e’ un sottotipo del ceppo influenzale di tipo A (ne esistono anche altri due ceppi B e C). Gli uccelli, soprattutto selvatici, sono gli ospiti naturali dei virus di tipo A, che, se trasmesso ad altri animali, come maiali, cani, cavalli e anche all’ uomo, risulta essere mortale. L’ H5N1, come tutti i virus influenzali, e’ in grado di mutare la sua struttura rapidamente e di acquisire geni da altri virus diventando così potenzialmente patogeno anche per l’ uomo. Se il virus riuscisse a mutare, gli esperti stimano che colpirebbe in modo grave oltre venticinque milioni di persone e ne provocherebbe la morte di sette milioni.Le previsioni pessimistiche arrivano a stimare il 50% di infetti nelle aree dove il virus e’ presente in modo preponderante (sud-est asiatico). Il centro per il controllo delle malattie (CCm) ha stimato che in Italia ci potrebbero essere fino a sedici milioni di infetti di cui centocinquantamila morirebbero.

• Trasmissione e precauzioni
Logicamente non è possibile prevedere dove e quando scoppierà la pandemia, le zone più a rischio sono quelle asiatiche. Non sono stati ancora registrati casi di trasmissione diretta animale-uomo né uomo-uomo tuttavia e’ possibile contrarre il virus tramite un contatto diretto con animali infetti. Se dovesse verificarsi una pandemia, il contagio avverrebbe come una normale influenza stagionale, ma si potrebbe verificare in un qualsiasi momento dell’ anno. La stessa similitudine vale anche per il vaccino; infatti pure quello contro l’ influenza aviaria richiederebbe l’ isolamento del preciso Dna virale responsabile della pandemia. Per questa ragione la produzione della cura potrà iniziare solo quando si sarà accertata la trasmissione da uomo a uomo; i tempi per produrre il rimedio all’ aviaria si stimano intorno ai 3-4 mesi. L’ Italia ha stipulato un contratto di prelazione su trentasei milioni di dosi di vaccino con le case produttrici.

• La situazione in Europa
La comunità europea oggi ha annunciato lo stop alle importazioni di volatili vivi da tutto il mondo dopo che sono stati scoperti dei focolai di virus dei polli nel paese. Ne sono stati scoperti anche in Romania e in Russia, ma dopo le dovute analisi ed accertamenti fatti dalla Gran Bretagna sui volatili si è scoperto che non si trattava del virus H5N1. In Italia nell’ aprile 2005 si è identificato un altro ceppo meno infettivo e pericoloso l’ H5N2 e come misura preventiva sono stati sterminati oltre 180mila tacchini. Già nel 2003 l’ Olanda aveva dovuto abbattere un quarto del pollame presente nel paese a causa di alcuni focolai potenzialmente pericolosi.
Tutte queste morti provocano all’ economie dei paesi danni di centinaia di milioni di euro. Nello specifico dell’ Italia il ministro della salute Storace ha firmato di recente un’ ordinanza, già in vigore, che intensifica i controlli preventivi sull’ influenza aviaria. Sulla base di questa ordinanza sono stati effettuati 500 prelievi di sangue dai volatili presenti nelle maggiori aree di sosta migratoria del paese e mandati a fare analizzare al centro di referenza nazionale di Legnano (provincia di Padova).

• I polli europei sono sani!
“I polli commercializzati in tutta l’ Unione Europea sono sicuri e si possono mangiare…” dice Paola Testori Coggi, direttore alla direzione generale salute della Commissione Europea, secondo la quale è allarmistica e certamente eccessiva la stima massima di 150milioni di morti resa pubblica dall’ Onu. “E’ assurdo lanciare grida d’ allarme del genere- dice Testori Coggi in una conferenza stampa presso la sede della Commissione Europea a Milano – e non condividiamo queste stime”. Infatti tale stima e’ stata subito contestata dall’ OMS (organizzazione mondiale della sanità), che l’ ha ridotta tra i 2 e i 7 milioni di possibili decessi. Secondo Bruxelles in ogni caso non ci sono ragioni per una diminuzione dei consumi dei polli e altri prodotti avicoli. Quindi, continuate a mangiare pollo.

N.B. l’ articolo è stato fatto da studenti, quindi è da usare come aiuto durante la stesura della proprio temai.








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