Sintesi di “Dialogo della Natura e di un Islandese” di Leopardi

5 10 2007
  1. L’ islandese decide di allontanarsi dagli uomini e dalla società a causa della loro aggressività e competitività
  2. Una volta trovato riparo dalla società gli si pone un nuovo problema che turba la sua esistenza: la natura inospitale della sua nazione.
  3. Si mette dunque in viaggio per il mondo ma in ogni luogo dove va trova condizioni climatiche sempre diverse ma pursempre nocive per la natura umana;
  4. Così il suo vagare diventa una impossibile fuga dalla natura; questa fuga, paradossalmente, lo porta al cospetto della sua acerrima nemica che cercava di evitare.
  5. Inizia così una discussione nella quale la natura spiega che le leggi della fisica (sulle quali si basa il “funzionamento” dell’ universo) non sono fatte per il bene dell’ uomo.
  6. Qui una domanda sorge spontanea: “Queste leggi per la felicità di chi sono state create?”.  A questa domanda l’ autore non dà risposta.
About these ads

Azioni

Information

32 responses

10 02 2008
pauletto

potresti approfondire di più

9 03 2008
claudia

insomma ti sei sprecato..

17 03 2008
rous

BE SE ME LO LEGGO DA SOLA FACCIO PRIMA VA!!!NN HAI SCRITTO NULLA DI KE!!!

22 03 2008
sofia

Allora la prossima volta fatevela da soli!!

1 04 2008
alessandro

dai nn è male cm sintesi……………………….buonaaaaa

6 05 2008
Alice

Be, cn questa sintesi mi hai salvato la vita!!! grazie mille!

11 05 2008
Marco

Non male…è sintetico..ma c’è tutti i punti principali…Buon lavoro nel complesso!

13 05 2008
rocky

Si poteva approfondire di più la parte finale, comunque buona.

7 09 2008
giulia

…io l ho fatta prima…mille volte meglio….

10 09 2008
giacomo

massi va ben qulsiasi roba

16 09 2008
elena

ti sei specato!!!

18 09 2008
Simo

potevi scrivere qualcosa di più è troppo sintetico…

7 10 2008
marina

il finale…praticamente manca..MA TUTTO FA ;) !!!

16 10 2008
casci

grazie milleeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!mi hai salvato!!!!!!!!!!

16 10 2008
NIKY

FA SKIFOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!11ti 6 sprecataaa

17 10 2008
Emanuele

sei un grande grazie!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

27 10 2008
marty

beh, insomma potevi far meglio.. però sempre meglio k niente… :-)

4 12 2008
mery

invece a me è servito…ed era prorpio quello che cercavo…grazie:D

3 02 2009
lorenzo

è sintetica nn c’è scritto niente non sei bono

22 06 2009
anonimo

razza di idota potevi scrivere di + mona!!!!!!!!!!!!!!

10 11 2009
luca

mi piace!

17 11 2009
sabrina

belllo!!

7 02 2010
marianna

ti sei sprecato figlio mio!a meglio che me la faccio da sola la parafrasi!

2 04 2010
grazia

Ma se non vi va bene fatevela da soli invece di insultare!

21 04 2010
Luciana

Non è per nnt completa la tua sintesi……potevi fare meglio! Io per darti un aiuto ti scrivo il mio testo:
Il Dialogo della Natura e di un Islandese
Composto nel 1824, il “Dialogo della Natura e di un Islandese” narra di un Islandese che aveva visitato molte località diverse nel tentativo di sfuggire alla Natura fino al momento in cui, mentre si trovava nell’Africa continentale, si imbatté nella Natura in persona: “una forma smisurata di donna, […] di volto mezzo tra bello e terribile”. La Natura domandò allora all’Islandese perché la rifuggisse, lui rispose che volendo vivere una vita senza gioia né dolori aveva deciso di abbandonare la compagnia degli uomini che combattono continuamente gli uni con gli altri “per l’acquisto di piaceri che non dilettano, e di beni che non giovano”. Ma si accorse ben presto che quello che cercava non esisteva: dovunque andasse doveva vedersela con il freddo, con il caldo, con malattie dolorose, con le minacce di vulcani, terremoti, uragani e con la ferocia gratuita delle bestie. La Natura rispose che il mondo non è fatto per gli uomini e che lei non si diverte a perseguitarli, anzi è a loro indifferente in quanto non se ne “avvegge” se causa felicità o infelicità. L’Islandese chiese allora perché fosse stato messo su questo mondo e perché, essendoci stato collocato dalle mani della Natura stessa, lei non si preoccupasse della felicità delle sue creature. La Natura risponde ancora che l’universo è un perpetuo circuito di produzione e distruzione finalizzato alla “conservazione del mondo”. L’Islandese chiese infine a chi giovasse “cotesta vita infelicissima dell’universo, conservata con danno e con morte di tutte le cose che lo compongono”, ma la Natura non ebbe modo di rispondere in quanto arrivarono due leoni che divorarono il nostro povero Islandese, oppure altri ritengono che si fosse levato un fortissimo vento che lo sommerse di sabbia. L’operetta segna una fondamentale svolta nel pensiero leopardiano: il passaggio da un pessimismo sentimentale-esistenziale ad un pessimismo materialistico e cosmico; dalla concezione di una natura benefica a quella di una natura nemica e persecutrice. I colpevoli non sono più gli uomini che volontariamente hanno deviato dalle leggi naturali, ma la Natura, sempre e dovunque indifferente se non ostile ad ognuno dei suoi figli, incapace di procurar loro quella felicità che è nel fine di ogni vivente. L’infelicità, quindi, non dipende più solamente da motivi psicologici esistenziali, quali l’aspirazione al piacere e l’impossibilità di raggiungerlo, ma anche da mali esterni, fisici, a cui l’uomo non è in grado di sfuggire. L’Islandese, portavoce del pensiero di Leopardi, fa un elenco puntiglioso di tali eventi: i climi avversi, le tempeste, i cataclismi, le bestie feroci, le malattie ed infine, più terribili di tutti i mali perché non risparmiano nessuno, la decadenza fisica e la vecchiaia. Leopardi approda così ad un materialismo assoluto ed ad un pessimismo cosmico, che abbraccia tutti i tempi e tutti gli esseri. Il dolore, la distruzione e la morte, lungi dall’essere errori accidentali nel piano della natura, sono elementi essenziali del suo stesso ordine. Il mondo è un ciclo eterno di “produzione e distruzione”, e la distruzione è indispensabile alla conservazione del mondo (ne è un esempio lo stesso Islandese che sfama i due leoni). Più l’uomo cerca di sfuggire alla natura, più ne viene afferrato e condizionato e le domande tragiche, che si pone sul significato della sua esistenza e sul suo rapporto con le cose, sono destinate a restare senza altra risposta, se non quella che, nello svolgersi del ciclo eterno della materia universale, egli non occupa che un posto trascurabile.

20 10 2010
cristina

quali sono le tematiche dominanti nel testo e quali luoghi o ambienti sono citati oltre all’africa?

10 11 2010
hyj

ma ki è questo se sprecatoooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

15 03 2011
Ivan

Stretto ma essenziale!

3 12 2011
agnese

thank you!proprio quello ke m serviva..sopratutto il finale!m hai salvata! :-)

19 01 2013
que contiene el colon cleanser

It’s in point of fact a nice and helpful piece of information. I’m satisfied
that you simply shared this useful information with us. Please stay us informed like this.
Thank you for sharing.

16 04 2013
diets that work

Howdy! I simply want to offer you a huge thumbs up for your great
info you’ve got right here on this post. I am returning to your web site for more soon.

10 06 2013
Nuva Cleanse

I like what you guys are usually up too. This kind of
clever work and coverage! Keep up the great works guys I’ve included you guys to my own blogroll.

http://filcotwory.blogspot.com/2010/02/fajna-barbara.html?m=1

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: