E’ quasi finita!

29 05 2008

Allora, la scuola, anche per quest anno, è quasi finita. Come e’ andata? Pensate di essere promossi o bocciati? Vi ammetteranno o no all’esame? Che media pensate di avere?

 

Lasciate pure nei commenti le vostre impressioni, i vostri ricordi e i vostri commenti qui sotto.

Finiti gli esami (lo so, l’ ho promesso molte volte…) spero di arricchire il blog con tanti nuovi appunti, e magari trasferirlo al di fuori della piattaforma wordpress.

 

COMMENTATE!!!!! e in bocca al lupo per gli scrutini!





Commissioni esterne (esame di stato 2008)

26 05 2008

sono uscite le commissioni esterne! (purtroppo o per fortuna…)

nel mio caso, sembra che sia andata abbastanza bene!

trovate tutte le commissioni su:

http://www.trampi.istruzione.it/EsamiStato/startMotoreEsamiStato.do





Tema “Le avanguardie di inizio ‘900″

7 05 2008

La definizione “avanguardia” viene attribuita ai movimenti artistici di rottura e innovazione di inizio Novecento, in cui gli artisti (letterari o meno) si riunivano sotto un manifesto da loro firmato. I principali movimenti letterari che si sviluppano in Italia a inizio secolo sono il Futurismo e il Crepuscolarismo.

Il primo nasce in Italia a seguito della pubblicazione, nel 1909, sul quotidiano parigino “Le Figarò”, del “Manifesto dal Futurismo” da parte di Marinetti. Da questo proclama si capisce che i futuristi sono attratti dal mondo moderno, dal traffico, dalle automobili, dagli aerei, dalla velocità; Marinetti vede l’ uomo a cavalcioni della terra, che la guida a tutta velocità lungo l’orbita con un volante conficcato sul suo asse di rotazione. Amavano la guerra e la violenza, si sentivano realizzati solo mediante l’utilizzo della forza. Rifiutavano tutto ciò che era vecchio e fermo, perché bisognava guardare solo avanti; proprio per questa visione del mondo volevano distruggere e mettere al rogo le biblioteche e le accademie. 

Tre anni dopo, nel 1912, sempre sullo stesso giornale, ancora da Marinetti pubblica il “Manifesto tecnico del Futurismo”. In questo documento, più lungo del precedente, viene trattata, appunto, la parte tecnica della poesia, cioè come doveva scrivere un ero futurista. Dato che la velocità era un “chiodo fisso” per questi poeti, nel testo troviamo molti accorgimenti per rendere la lettura della poesia più dinamica. Tra questi: l’ abolizione della punteggiatura, al posto della quale venivano usati simboli matematici e musicali; l’abolizione degli avverbi, degli aggettivi, perché veniva imposto l’ utilizzo del verbo all’infinito e doveva esserci un doppio per ogni nome. Quest’ultimo accorgimento significava che per ogni sostantivo ne andava aggiunto un altro, analogicamente collegato al precedente. Queste analogie seguivano il gusto barocco, cioè erano tanto più belle quanto più collegavano campi semantici totalmente differenti. Come intuibile, in questo modo, la lettura poteva risultare molto complicata per alcuni lettori; ai futuristi, che avevano una mentalità elitaria, non importava; sostenevano che chi non capiva i testi, non ne era all’altezza e non meritava di capire. Inoltre i futuristi hanno rotto con le strutture poetiche classiche e componevano spesso facendo uso di calligrammi. Detto questo nei manifesti, lo stesso Marinetti in alcuni suoi testi, come “Zang Tum Tum”, dove si descrive l’ attraversamento dello stretto di Messina di un treno a bordo di un traghetto, utilizza avverbi, aggettivi e punteggiatura; inoltre si sente in dovere di spiegare alcune analogie. Dunque non rispetta le regole da lui stesso enunciate.

Contemporaneo al futurismo, nasce il Crepuscolarismo. Per questo movimento, che non ha un vero e proprio manifesto, viene considerate tale un’opera di Corazzini: “Desolazione di un povero poeta sentimentale” . In questa poesia vengono messi in luce i principi e gli atteggiamenti di un poeta crepuscolare: questi rifiutavano il positivismo e il futurismo, e non volevano essere considerati come i poeti che andavano di moda all’epoca, cioè come D’Annunzio. Non credevano in nessuna funzione della poesia. Ipoeti crepuscolari hanno una passione per gli oggetti vecchi, insignificanti, comuni, e per le azioni monotone, ripetitive. La loro malinconia di fondo é data dal sempre presente desiderio di svanire (Cupio-dissolvi) che li porta ad avere un atteggiamento nei confronti della vita vittimistico. I crepuscolari non hanno un manifesto tecnico, ma si può osservare il loro modo di scrivere in una poesia di Moretti: “A Cesena”. Questa poesia mostra la delusione di un fratello nel vedere la sorella “cambiata” dopo un anno di matrimonio; è scritta in terzine di endecasillabi. Vengono scelte una struttura e una forma classiche per le poesia dei crepuscolari, in questo caso la stessa forma che viene usata da Dante nella “Divina Commedia”, che però presenta al suo interno un lessico tipico della prosa e quindi di facile lettura. Nonostante queste due avanguardie presentino bersagli polemici e interessi diversi, autori come Palazzaschi hanno sperimentato entrambe le sensibilità . Questa fusione di stili si trova nel testo “Lasciatemi Divertire” di Palazzeschi; il testo è futurista del punto di vista dei contenuti, delle onomatopee, ma anche crepuscolare, a causa della svalutazione della figura del poeta. Se il crepuscolarismo ha trovato molti esponenti in Italia, il futurismo si è sviluppato molto più all’estero e anche in altre espressioni artistiche, come la pittura e la grafica.





” MANIFESTO TECNICO DELLA LETTERATURA FUTURISTA ” di Marinetti

7 05 2008

In aeroplano, seduto sul cilindro della benzina, scaldato il ventre dalla testa dell’aviatore, io sentii l’inanità ridicola della vecchia sintassi ereditata da Omero. Bisogno furioso di liberare le parole, traendole fuori dalla prigione del periodo latino! Questo ha naturalmente, come ogni imbecille, una testa previdente, un ventre, due gambe e due piedi piatti, ma non avrà mai due ali. Appena il necessario per camminare, per correre un momento e fermarsi quasi subito sbuffando!…
Ecco che cosa mi disse l’elica turbinante, mentre filavo a duecento metri sopra i possenti fumaioli di Milano. E l’elica soggiunse:
1. Bisogna distruggere la sintassi, disponendo i sostantivi a caso, come nascono.
2. Si deve usare il verbo all’infinito, perché si adatti elasticamente al sostantivo e non lo sottoponga all’io dello scrittore che osserva o immagina.
Il verbo all’infinito può, solo, dare il senso della continuità della vita e l’elasticità dell’intuizione che la percepisce.
3. Si deve abolire l’aggettivo perché il sostantivo nudo conservi il suo colore essenziale. L’aggettivo avendo in sé un carattere di sfumatura, è incompatibile con la nostra visione dinamica, poiché suppone una sosta,
una meditazione.
4. Si deve abolire l’avverbio, vecchia fibbia che tiene unite l’una all’altra
le parole. L’avverbio conserva alla frase una fastidiosa unità di tono.
5. Ogni sostantivo deve avere il suo doppio, cioè il sostantivo deve essere seguito, senza congiunzione, dal sostantivo a cui è legato per analogia. Esempio: uomo-torpediniera, donna-golfo, folla-risacca, piazza-imbuto,
porta-rubinetto.
Siccome la velocità aerea ha moltiplicato la nostra conoscenza del mondo, la percezione per analogia diventa sempre più naturale per l’uomo.
Bisogna dunque sopprimere il come, il quale, il così, il simile a. Meglio ancora, bisogna fondere direttamente l’oggetto coll’ immagine che esso evoca, dando l’immagine in iscorcio mediante una sola parola essenziale.
6. Abolire anche la punteggiatura. Essendo soppressi gli aggettivi, gli avverbi e le congiunzioni, la punteggiatura è naturalmente annullata, nella continuità varia di uno stile vivo, che si crea da sé, senza le soste assurde delle virgole e dei punti. Per accentuare certi movimenti e indicare le loro direzioni, s’impiegheranno i segni della matematica: +–x:=> <, e i segni musicali.
7. Gli scrittori si sono abbandonati finora all’analogia immediata. Hanno paragonato per esempio l’animale all’uomo o ad un altro animale, il che equivale ancora, press’a poco, a una specie di fotografia. Hanno paragonato per esempio un fox-terrier a un piccolissimo puro-sangue. Altri, più avanzati, potrebbero paragonare quello stesso fox-terrier trepidante, a una piccola macchina Morse. Io lo paragono, invece, a un’acqua ribollente.
V’è in ciò una gradazione di analogie sempre più vaste, vi sono dei rapporti sempre più profondi e solidi, quantunque lontanissimi.
L’analogia non è altro che l’amore profondo che collega le cose distanti, apparentemente diverse ed ostili. Solo per mezzo di analogie vastissime uno stile orchestrale, ad un tempo policromo, polifonico e polimorfo, può abbracciare la vita della materia.
Quando, nella mia Battaglia di Tripoli, ho paragonato una trincea irta di baionette a un’orchestra, una mitragliatrice a una donna fatale, ho introdotto intuitivamente una gran parte dell’universo in un breve episodio di battaglia africana.
Le immagini non sono fiori da scegliere e da cogliere con parsimonia, come diceva Voltaire. Esse costituiscono il sangue stesso della poesia.
La poesia deve essere un seguito ininterrotto d’immagini nuove, senza di che non è altro che anemia e clorosi.
Quanto più le immagini contengono rapporti vasti, tanto più a lungo esse conservano la loro forza di stupefazione. Bisogna - dicono - risparmiare
la meraviglia del lettore. Eh! via! Curiamoci, piuttosto, della fatale corrosione
del tempo, che distrugge non solo il valore espressivo di un capolavoro, ma anche la sua forza di stupefazione. Le nostre orecchie troppe volte entusiaste non hanno forse già distrutto Beethoven e Wagner? Bisogna dunque abolire nella lingua ciò che essa contiene in fatto d’immagini stereotipate, di metafore scolorite, e cioè quasi tutto.
8. Non vi sono categorie d’immagini, nobili o grossolane, eleganti o volgari, eccentriche o naturali. L’intuizione che le percepisce non ha né preferenze né partiti-presi. Lo stile analogico è dunque padrone assoluto
di tutta la materia e della sua intensa vita.
9. Per dare i movimenti successivi d’un oggetto bisogna dare la catena delle analogie che esso evoca, ognuna condensata, raccolta in una parola essenziale.
Ecco un esempio espressivo di una catena di analogie ancora mascherate
e appesantite dalla sintassi tradizionale.
«Eh sì! voi siete, piccola mitragliatrice, una donna affascinante, e sinistra, e divina, al volante di un’invisibile centocavalli, che rugge con scoppî d’impazienza. Oh! certo, fra poco balzerete nel circuito della morte, verso il capitombolo fracassante o la vittoria!… Volete che io vi faccia dei madrigali pieni di grazia e di colore? A vostra scelta, signora… Voi somigliate, per me,
a un tribuno proteso, la cui lingua eloquente, instancabile, colpisce al cuore gli uditori in cerchio, commossi… Siete in questo momento, un trapano onnipotente, che fora in tondo il cranio troppo duro di questa notte ostinata… Siete, anche, un laminatoio, un tornio elettrico, e che altro? Un gran cannello ossidrico che brucia, cesella e fonde a poco a poco le punte metalliche
delle ultime stelle!…» (Battaglia di Tripoli.)
In certi casi bisognerà unire le immagini a due a due, come le palle incatenate, che schiantano, nel loro volo tutto un gruppo d’alberi.
Per avviluppare e cogliere tutto ciò che vi è di più fuggevole e di più inafferrabile nella materia, bisogna formare delle strette reti d’immagini o analogie, che verranno lanciate nel mare misterioso dei fenomeni.
Salvo la forma a festoni tradizionale, questo periodo del mio Mafarka il futurista è un esempio di una simile fitta rete d’immagini:
«Tutta l’acre dolcezza della gioventù scomparsa gli saliva su per la gola, come dai cortili delle scuole salgono le grida allegre dei fanciulli verso i vecchi maestri affacciati al parapetto delle terrazze da cui si vedono fuggire sul mare i bastimenti…».
Ed ecco ancora tre reti d’immagini:
«Intorno al pozzo della Bumeliana, sotto gli olivi folti, tre cammelli comodamente accovacciati nella sabbia si gargarizzavano dalla contentezza, come vecchie grondaie di pietra, mescolando il ciac-ciac dei loro sputacchi ai tonfi regolari della pompa a vapore che dà da bere alla città. Stridori e dissonanze futuriste, nell’orchestra profonda delle trincee dai pertugi sinuosi e dalle cantine sonore, fra l’andirivieni delle baionette, archi di violini che la rossa bacchetta del tramonto infiamma di entusiasmo E il tramonto-direttore d’orchestra, che con un gesto ampio raccoglie i flauti sparsi degli uccelli negli alberi, e le arpe lamentevoli degli insetti, e lo scricchiolio dei rami, e lo stridio delle pietre. È lui che ferma a un tratto i timpani delle gamelle e dei fucili cozzanti, per lasciar cantare a voce spiegata sull’orchestra degli strumenti in sordina, tutte le stelle dalle vesti d’oro, ritte, aperte le braccia, sulla ribalta del cielo. Ed ecco una gran dama allo spettacolo… Vastamente scollacciato, il deserto infatti mette in mostra il suo seno immenso dalle curve liquefatte
tutte verniciate di belletti rosei sotto le gemme crollanti della prodiga notte». (Battaglia di Tripoli.)
10. Siccome ogni specie di ordine è fatalmente un prodotto dell’intelligenza cauta e guardinga, bisogna orchestrare le immagini disponendole secondo
un maximum di disordine.
11. Distruggere nella letteratura l’«io», cioè tutta la psicologia.
L’uomo completamente avariato dalla biblioteca e dal museo, sottoposto
a una logica e ad una saggezza spaventose, non offre assolutamente più interesse alcuno. Dunque, dobbiamo abolirlo nella letteratura, e sostituirlo finalmente colla materia, di cui si deve afferrare l’essenza a colpi d’intuizione, la qual cosa non potranno mai fare i fisici né i chimici.
Sorprendere attraverso gli oggetti in libertà e i motori capricciosi la respirazione, la sensibilità e gl’istinti dei metalli, delle pietre, del legno, ecc. Sostituire la psicologia dell’uomo, ormai esaurita, con l’ossessione lirica
della materia.
Guardatevi dal prestare alla materia i sentimenti umani, ma indovinate piuttosto i suoi differenti impulsi direttivi, le sue forze di compressione, di dilatazione, di coesione e di disgregazione, le sue torme di molecole in massa o i suoi turbini di elettroni. Non si tratta di rendere i drammi della materia umanizzata. È la solidità di una lastra d’acciaio, che c’interessa per se stessa cioè l’alleanza incomprensibile e inumana delle sue molecole o dei suoi elettroni, che si oppongono, per esempio, alla penetrazione di un obice. Il calore di un pezzo di ferro o di legno è ormai più appassionante, per noi, del sorriso o delle lagrime di una donna.
Noi vogliamo dare, in letteratura, la vita del motore, nuovo animale istintivo del quale conosceremo l’istinto generale allorché avremo conosciuti gl’istinti delle diverse forze che lo compongono.
Nulla è più interessante, per un poeta futurista, che l’agitarsi della tastiera
di un pianoforte meccanico. Il cinematografo ci offre la danza di un oggetto che si divide e si ricompone senza intervento umano. Ci offre anche lo slancio a ritroso di un nuotatore i cui piedi escono dal mare e rimbalzano violentemente sul trampolino. Ci offre infine la corsa d’un uomo a 200 chilometri all’ora. Sono altrettanti movimenti della materia, fuor dalle leggi dell’intelligenza e quindi di una essenza più significativa.
Bisogna inoltre rendere il peso (facoltà di volo) e l’odore (facoltà di sparpagliamento) degli oggetti, cosa che si trascurò di fare, finora, in letteratura. Sforzarsi di rendere per esempio il paesaggio di odori che percepisce un cane. Ascoltare i motori e riprodurre i loro discorsi.
La materia fu sempre contemplata da un io distratto, freddo, troppo preoccupato di se stesso, pieno di pregiudizi di saggezza e di ossessioni umane.
L’uomo tende a insudiciare della sua gioia giovane o del suo dolore vecchio la materia, che possiede un’ammirabile continuità di slancio verso
un maggiore ardore, un maggior movimento, una maggiore suddivisione di se stessa. La materia non è né triste né lieta. Essa ha per essenza il coraggio,
la volontà e la forza assoluta. Essa appartiene intera al poeta divinatore che saprà liberarsi dalla sintassi tradizionale, pesante, ristretta, attaccata al suolo, senza braccia e senza ali perché è soltanto intelligente. Solo il poeta asintattico e dalle parole slegate potrà penetrare l’essenza della materia e distruggere la sorda ostilità che la separa da noi.
Il periodo latino che ci ha servito finora era un gesto pretenzioso col quale l’intelligenza tracotante e miope si sforzava di domare la vita multiforme e misteriosa della materia. Il periodo latino era dunque nato morto.
Le intuizioni profonde della vita congiunte l’una all’altra, parola per parola, secondo il loro nascere illogico, ci daranno le linee generali di una psicologia intuitiva della materia. Essa si rivelò al mio spirito dall’alto di un aeroplano. Guardando gli oggetti, da un nuovo punto di vista, non più di faccia o per di dietro, ma a picco, cioè di scorcio, io ho potuto spezzare le vecchie pastoie logiche e i fili a piombo della comprensione antica.
Voi tutti che mi avere amato e seguìto fin qui, poeti futuristi, foste come me frenetici costruttori d’immagini e coraggiosi esploratori di analogie.
Ma le vostre strette reti di metafore sono disgraziatamente troppo appesantite dal piombo della logica. Io vi consiglio di alleggerirle, perché il vostro gesto immensificato possa lanciarle lontano, spiegate sopra un oceano più vasto.
Noi inventeremo insieme ciò che io chiamo l’immaginazione senza fili. Giungeremo un giorno ad un’arte ancor più essenziale, quando oseremo sopprimere tutti i primi termini delle nostre analogie per non dare più altro che il seguito ininterrotto dei secondi termini. Bisognerà, per questo, rinunciare ad essere compresi. Esser compresi, non è necessario. Noi ne abbiamo fatto a meno, d’altronde, quando esprimevamo frammenti della sensibilità futurista mediante la sintassi tradizionale e intellettiva.
La sintassi era una specie di cifrario astratto che ha servito ai poeti per informare le folle del colore, della musicalità, della plastica e dell’architettura dell’universo. La sintassi era una specie d’interprete o di cicerone monotono. Bisogna sopprimere questo intermediario, perché la letteratura entri direttamente nell’universo e faccia corpo con esso.
Indiscutibilmente la mia opera si distingue nettamente da tutte le altre per la sua spaventosa potenza di analogia. La sua ricchezza inesauribile d’immagini uguaglia quasi il suo disordine di punteggiatura logica.
Essa mette capo al primo manifesto futurista, sintesi di una 100 HP lanciata alle più folli velocità terrestri.
Perché servirsi ancora di quattro ruote esasperate che s’annoiano, dal momento che possiamo staccarci dal suolo? Liberazione delle parole, ali spiegate dell’immaginazione, sintesi analogica della terra abbracciata da un solo sguardo e raccolta tutta intera in parole essenziali.
Ci gridano: «La vostra letteratura non sarà bella! Non avremo più la sinfonia verbale, dagli armoniosi dondolii, e dalle cadenze tranquillizzanti!». Ciò è bene inteso! E che fortuna! Noi utilizziamo, invece, tutti i suoni brutali, tutti i gridi espressivi della vita violenta che ci circonda.
Facciamo coraggiosamente il «brutto» in letteratura, e uccidiamo dovunque
la solennità. Via! non prendete di queste arie da grandi sacerdoti, nell’ascoltarmi! Bisogna sputare ogni giorno sull’Altare dell’Arte!
Noi entriamo nei dominii sconfinati della libera intuizione.
Dopo il verso libero, ecco finalmente le parole in libertà!
Non c’è, in questo, niente di assoluto né di sistematico.
Il genio ha raffiche impetuose e torrenti melmosi. Esso impone talvolta delle lentezze analitiche ed esplicative. Nessuno può rinnovare improvvisamente
la propria sensibilità. Le cellule morte sono commiste alle vive.
L’arte è un bisogno di distruggersi e di sparpagliarsi, grande annaffiatoio
di eroismo che inonda il mondo.
I microbi - non lo dimenticate - sono necessari alla salute
dello stomaco e dell’intestino.
Vi è anche una specie di microbi necessaria alla vitalità dell’arte, questo prolungamento della foresta delle nostre vene, che si effonde, fuori dal corpo, nell’infinito dello spazio e del tempo.
Poeti futuristi! Io vi ho insegnato a odiare le biblioteche e i musei, per prepararvi a odiare l’intelligenza, ridestando in voi la divina intuizione,
dono caratteristico delle razze latine.
Mediante l’intuizione, vinceremo l’ostilità apparentemente irriducibile
che separa la nostra carne umana dal metallo dei motori.
Dopo il regno animale, ecco iniziarsi il regno meccanico.
Con la conoscenza e l’amicizia della materia, della quale gli scienziati
non possono conoscere che le reazioni fisico-chimiche, noi prepariamo
la creazione dell’uomo meccanico dalle parti cambiabili. Noi lo libereremo dall’idea della morte, e quindi dalla morte stessa, suprema definizione dell’intelligenza logica.

Nulla d’aggiungere ai posteri ancora l’ardua sentenza.





” Il Manifesto del Futurismo ” di Filippo Tommaso Marinetti

7 05 2008

“Le Figarò” 20 Febbraio 1909 

1-Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità.

2-Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.

3-La letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità penosa, l’estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.

4-Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità 

5-Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.

6-Bisogna che il poeta si prodichi con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l’entusiastico fervore degli elementi primordiali.

7-Non vi è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro.

8-Noi siamo sul patrimonio estremo dei secoli!  poichè abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente.

9-Noi vogliamo glorificare la guerra-sola igene del mondo-il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore 

10-Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria

11-Noi canteremo  le locomotive dall’ampio petto,  il volo scivolante degli areoplani. E’ dall’Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo





CONVERSIONE STATICA DELL’ENERGIA ELETTRICA

7 05 2008

 

La conversione permette il passaggio dell’energia elettrica da corrente alternata a continua e viceversa. I primi convertitori erano (e in qualche parte sono), gruppi di due o più macchine elettriche in asse tra loro (convertitori rotanti). Adesso si usano dispositivi elettronici a semiconduttore che permettono la parzializzazione dell’onda e / o l’inversione dell’onda.

I dispositivi elettronici che parzializzano l’onda sono di tre tipi: non comandati (diodi), comandati in apertura (tiristori), comandati in apertura ed in chiusura (GTO).   





Domande di Storia per l’esame di stato

7 05 2008

 Sei pronto per l’esame di stato? verifica la tua preparazione in storia con queste domande-tipo per la 3°prova o per l’orale.

 

FASCISMO

* Che cosa significa vittoria mutilata? Quali sono le categorie scontente dopo la prima guerra mondiale? Come esce il sistema industriale italiano dalla guerra? A che cosa sono dovute le agitazioni sociali del biennio 1919/20? Come si esprimono?

* In che cosa consiste e come si risolve la questione di Fiume?

* A che cosa è dovuta l’instabilità dei governi del dopoguerra? Quali partiti e movimenti nascono tra il 1919 e il 1921? Con quali programmi? Quali fondamenti ideologici ha il fascismo? Qual è la sua base sociale? Che cos’è e come agisce lo squadrismo?

* Quali obiettivi si propone il 5° governo Giolitti e come vengono perseguiti? Qual è la politica di Giolitti (e dei liberali) nei confronti del fascismo?

* Che esito hanno le elezioni del 1921? Come Mussolini sale al potere? Che cos’è lo sciopero legalitario? Che ruolo svolgono nella sua ascesa lo squadrismo, la marcia su Roma , il re?

* In quali fasi si distingue il ventennio fascista (anni, definizione di massima)? Quali forze compongono il governo Mussolini? Quali sono le principali leggi approvate dal 1922 al 1924? (es. riforma Gentile, legge elettorale Acerbo)

* Che risultato danno le elezioni del 1924? In che clima si svolgono? Che cos’è il delitto Matteotti? Che cos’è l’Aventino? Come reagisce Mussolini?

* Quali sono le principali leggi fascistissime? Quali sono i principali organi dello stato durante il regime? In che senso fu un totalitarismo? E perchè è stato definito un totalitarismo imperfetto?  Che cosa si intende per corporativismo? Che cos’è la Carta del lavoro?

* Che cosa stabilisce la legge elettorale plebiscitaria? In quale contesto vengono firmati, quando e che contenuti hanno i Patti Lateranensi?

* Quali principali scelte economiche vengono operate dal 1922 al 1925 (ministero De Stefani)? Quale scelta di fondo compie dal 1925 il ministro Volpi? Come presenteresti i seguenti slogans fascisti: battaglia del grano, bonifica integrale, quota novanta? Che cosa significa politica deflazionistica? Quale politica dei salari viene applicata?

* Che cosa spinge all’autarchia? Quale ruolo vi svolgono la guerra d’Etiopia e le conseguenze della crisi del 1929? Che cosa sono IRI e IMI? In che senso lo stato fascista è stato-imprenditore?

* Come agisce la macchina del consenso? (propaganda, partito, scuola, cultura, principali enti e organizzazioni, sigle corrispondenti)? Quali strumenti repressivi si adottano? Quali sono i principali contenuti e gli autori dei due Manifesti degli intellettuali (fascisti e antifascisti)?

* Quali sono i principali fatti della guerra d’Etiopia del 1935/36? Perchè la SdN comminò all’Italia delle sanzioni economiche?

* Come si svilupparono i rapporti con la Germania hitleriana? Che cosa sono e quando vennero stipulati l’Asse Roma-Berlino e il Patto d’acciaio? Come influì il legame col nazismo sulle scelte del regime? (es. leggi razziali) Come si comportò Mussolini in occasione dell’Anschluss e alla conferenza di Monaco del 1938?

 

NAZISMO

* Come è organizzata la repubblica di Weimar? Quando nasce e quando finisce? A che cosa deve la sua instabilità? Quali sono le opposizioni e su quali fattori fanno leva?

* Quali sono le tappe dell’ascesa al potere di Hitler? Con quali strumenti violenti e con quali strumenti legittimi e democratici? Che ruolo giocano le conseguenze delle crisi del ‘29? Che ruolo gioca il Diktat? Quali sono i cardini ideologici del partito nazionalsocialista? Qual è la sua base sociale? Che ruolo vi gioca l’antisemitismo?

* Che cosa sono SA, SS, Gestapo? Che cosa accadde nella notte dei lunghi coltelli?

* In che senso il regime hilteriano è un totalitarismo?

* Che cosa dispongono le leggi di Norimberga? che cosa accadde nella notte dei cristalli?

* Quali scelte economiche e per il lavoro operò Hitler? Come si spiega che non vi furono opposizioni? Come funzionava la macchina del consenso?

* Che cosa si intende per spazio vitale?

 

STALINISMO

* Che cosa significa centralismo democratico? Che cos’è il comunismo di guerra e che esiti produce? (par. 4)

* Che cos’è la NEP? Perchè fu decisa e chi favorì? Che cosa sono i kolchoz e i sovchoz?

* Quali sono le tappe dell’ascesa al potere di Stalin? Che cosa rappresenta Trockij?

* Che cos’è il Comintern? Chi aderisce e a quali condizioni? Quando nasce l’URSS?

* Quali problemi crea la NEP nel mondo agricolo? Quale scelta Stalin opera nel 1929 in campo agrario? Con quali conseguenze? Chi sono i kulaki e quale sorte hanno? E quale sorte hanno milioni di contadini?

* Che cosa furono, quali obiettivi ebbero e quali risultati ottennero il primo e il secondo piano quinquennale?

* Come venne costruito il regime totalitario staliniano? Con quali strumenti repressivi? Come agì la macchina del consenso? Che cos’è il realismo socialista?

* Che cos’è il grande terrore del 1937? Chi furono le vittime delle epurazioni (purghe staliniane)? Che cosa sono i Gulag?

CRISI DEL 1929

* A che cosa è dovuto il boom economico e borsistico degli anni ‘20? Quali fattori favoriscono la corsa speculativa? Come si comporta lo stato?

* In che cosa consiste il crollo della Borsa del giovedì nero (24 ottobre 1929)? Quali reazioni a catena si innescarono?

* Che cosa significa politica deflazionistica? Quali obiettivi ha? Quali conseguenze ebbe in Europa la crisi americana? Quali paesi furono più colpiti?

* Come si modifica, dopo la crisi, l’azione dello stato? Quali scelte principali vengono operate?

* Che cosa afferma Keynes sul ruolo dello stato in economia? Che cosa significa deficit spending?

* Chi è Roosevelt, a quale partito appartiene e come coinvolge gli americani nelle sue scelte?

* In che cosa consiste il New Deal e che risultati dà?

 

SECONDA GUERRA MONDIALE

* Quale situazione genera la guerra civile spagnola (1936/39)? Che cos’è il bienio nigro e da quale base sociale è sostenuto? Chi vince le elezioni del 1936? Quali sono i due schieramenti della guerra civile, con quali sostegni internazionali? A che cosa è dovuta la frattura all’interno del Fronte Popolare? Come si risolve il conflitto?

* Quali sono le principali tappe, scaturite dall’aggressività nazista, che costituiscono l’escalation alla seconda guerra mondiale dal 1936 al 1939? Che atteggiamento assumono, di fronte a tali fatti, Francia, Inghilterra, Italia? In che senso la guerra può definirsi mondiale?

* Ricostruisci sinteticamente i fatti bellici relativi a ciascun anno dal 1939 al 1945:

1939: attacco a Polonia, stati baltici, Danimarca, Norvegia

1940/41: attacco alla Francia (piano Manstein), entrata in guerra dell’Italia, operazione Leone marino e battaglia d’Inghilterra, guerra atlantica e africana, attacco alla Grecia

1941/42: attacco all’URSS (piano Barbarossa), attacco a Pearl Harbor ed entrata in guerra degli USA, guerra nel Pacifico

1942/43: battaglia di Stalingrado, sconfitta dell’Asse a El Alamein, sbarco alleato in Sicilia

1944/45: sbarco in Normandia, battaglia delle Ardenne, avanzata sovietica, sgancio delle atomiche in Giappone.

* Come si spiega la partecipazione giapponese al conflitto? Che cosa differenzia l’occupazione tedesca in Europa da quella giapponese nel sud-est asiatico?

* Quali accordi internazionali fra gli alleati accompagnano lo svolgersi del conflitto? (1941: Legge affitti e prestiti, Carta Atlantica; 1943: Conferenze di Casablanca e Teheran; 1945: Conferenze di Yalta e Potsdam) Quando nasce l’ONU? Che cos’è il Consiglio di Sicurezza e quali potenze vi hanno il diritto di veto?

* Quali regimi collaborazionisti si costituiscono in Europa?  In quali paesi si sviluppa la resistenza e come agisce?

* Qual è l’ordine prefigurato da Hitler nell’Europa occupata? Che cosa sono i campi di concentramento, lavoro, sterminio? Chi vi viene deportato e con quali modalità? Che cos’è la soluzione finale?

* Quando e perchè cade il governo Mussolini? Chi determina la sua caduta? Chi assume il governo? Che ruolo gioca il re in tale circostanza?

* Come viene divisa l’Italia dal 1943 al 1945? Come procedono i fatti bellici? In quale situazione si trova l’esercito italiano? Che cos’è la repubblica di Salò? Che cos’è il CNL e come agisce? Quali sono i principali fatti e protagonisti della resistenza partigiana e della repressione nazi-fascista?

* In che cosa consiste la svolta di Salerno? Quali governi gestiscono la fine del conflitto in Italia? Come avviene la liberazione?

 

SECONDO DOPOGUERRA

Italia (cap. 56 par. 13; cap. 63 par. 1,2)

* Che cosa avviene il 2 giugno 1946? Come si svolsero i lavori dell’Assemblea Costituente? Che cosa si intende per partiti dell’arco costituzionale? Che cos’è il compromesso costituzionale?  Quali sono i principali caratteri della Costituzione Italiana? (vedi scheda)  Che cosa si intende per Costituzione giuridica e Costituzione materiale?

* Come sono composti i primi tre governi De Gasperi? Quali principali scelte politiche compirono? In quali circostanze i partiti della sinistra uscirono dal governo nel 1947? Quale politica economica fu promossa da Einaudi? Come si svolsero e che esito dettero le elezioni del 18 aprile 1948?

* Che cosa si intende per centrismo? Quali furono le principali scelte di politica interna, estera, economica?

Che cos’è la legge truffa?  Quale evoluzione ebbe il PSI e come questa influì sulla politica italiana? Che cosa rappresentò per l’Italia il governo Tambroni?

Europa e mondo (cap. 58 par. 2,3,,6)

* Che cos’è e come viene applicato il Piano Marshall? (57 par. 4) Che cosa si intende per guerra fredda? (NATO e Patto di Varsavia, corsa agli armamenti) Quali furono i principali fattori di tensione e momenti di crisi? (Germania e Berlino; Ungheria 56  e Cecoslovacchia 68, cap 61 par. 1; Cuba , Corea e Vietnam , cap. 62 par. 3)  

* Quali sono le principali tappe del disgelo? (Kruscev e Kennedy, costruzione dell’Europa, Cina - URSS, paesi non allineati, linea rossa e distensione)  Quali sono le principali tappe della costruzione della Comunità Europea?





Cerco idee per il NUOVO sito.

9 03 2008

ciao a tutti, entro le prossime 2 settimane e’ previsto il trasferimento del sito in un vero dominio personale. Poiche’ il dominio schoolupdate.com non e’ disponibile devo trovare un nuovo nome per il sito. Avete qualche idea??? per favore, suggerite numerosi! Nel nuovo sito, con una nuova grafica, mi impegnero’ ad aumentare gli appunti disponibili e creero’ una nuova sezione con i miei appunti scolastici di tutte le materie! Potete anche partecipare inviando i vostri elaborati.     L’indirizzo è  schoolupdate.info@gmail.com





Tutto sui PLC (parte 4)

11 02 2008

Realizzare un programma non vuol dire solo rispettare i requisiti imposti dal processo che si andrà a comandare, ma anche sviluppare il lavoro in modo ordinato per evitare di incorrere in troppi errori e quindi eccessivi collaudi e per poter eseguire su di esso, in modo veloce, tutte le manipolazioni dovute a modifiche e letture.

 

Per poter creare un software per un problema dato è indispensabile conoscere tutti gli aspetti inerenti il processo, sia in termini di funzionalità, che di modalità di marcia / arresto, e questo per poter affrontare tutti gli aspetti sulla sicurezza sia di chi realizza l’automatismo che dell’operatore che vi andrà a lavorare. Lo studio del problema va quindi realizzato tenendo conto di tutti i requisiti previsti, anche per poter effettuare la scelta dei dispositivi da utilizzare nonché il loro dimensionamento. Una volta stabilite tutte le specifiche relative al sistema da comandare, è consigliabile realizzare diagrammi esplicativi delle funzioni della macchina, per esempio: ciclo di funzionamento, situazioni di emergenza e altro; ciò per poter rivedere le condizioni generali fissate in fase di analisi. A questo scopo sono disponibili per l’utente diverse tipologie di diagrammi: di flusso, GRAFCET, temporali e altro.

 

La costruzione di un programma legato ad un automatismo non può essere eseguita in blocco ma è necessario frammentare il problema generale in tanti sottoproblemi funzionali, che devono poter essere affrontati, in modo indipendente cercando, la dove è possibile di suddividerli ancora. Tale metodologia è da applicare, sicuramente, quando ci si trova davanti ad un problema complesso, ma può essere uno strumento valido anche per la risoluzione di piccoli problemi, nel qual caso ogni sottoproblema è la singola uscita che è necessario attivare. Consideriamo il caso di una teleinversione di un motore asincrono trifase. Possiamo scomporre il problema generale in due sottoproblemi (marcia avanti e marcia indietro), in modo da ottenere due problemi più “piccoli” quindi più semplici da risolvere. Consideriamo anche che il problema dato prevederà anche un circuito di segnalazione (sottoproblema aggiuntivo). Apportiamo ancora una modifica: si vuole che la marcia avanti sia possibile a funzionamento continuo ed a impulsi. Il sottoproblema 1 (marcia avanti) può essere a sua volta suddiviso in altri due sottoproblemi, che saranno risolti in modo indipendente l’uno dall’altro. La risoluzione della sola marcia avanti assume adesso due aspetti che devono essere affrontati in modo separato tenendo conto delle precise esigenze di funzionamento. Quando si ritiene che non sia più possibile, o utile, scomporre ulteriormente i sottoproblemi, si passa alla risoluzione, in un qualsiasi linguaggio, delle singole entità, identificando i segnali che concorrono al loro funzionamento. Una volta realizzata questa fase, è sufficiente mettere insieme le varie risoluzioni per ottenere il programma completo. La tecnica top – down offre i seguenti vantaggi: permette la risoluzione di problemi più piccoli, è più facile intervenire sul programma sia in merito a modifiche che a correzioni, sono ridotti al minimo gli errori, è possibile effettuare il collaudo anche su ogni singolo sottoproblema prima di unire le parti. Si può, però, verificare un impegno di un maggior numero di istruzioni. Proviamo a risolvere il problema proposto.

Realizzare il programma per il funzionamento di un motore asincrono trifase rispettando i seguenti requisiti:

1)    il motore può essere avviato in entrambi i sensi di marcia, in modo indiretto, tramite i pulsanti PMA (marcia avanti) e PMI (marcia indietro);

2)    la marcia avanti può essere azionata a impulsi tramite il pulsante P;

3)    l’arresto può avvenire tramite il pulsante di stop (PSTOP) o per intervento del relè termico(RT);

4)    il circuito di segnalazione è così composto: L1 = marcia avanti, L2 = marcia indietro, L3 = sovraccarico al motore.

Realizziamo, prima di tutto, la tabella di assegnazione I / O, utilizzando uno dei codici conosciuti.

I due contatti NC dei teleruttori (PMI e PMA) hanno la funzione di blocco elettrico, quindi dovranno essere riportati sull’ingresso del PLC.

Consideriamo ogni singolo sottoproblema, partiamo dalla marcia avanti a impulsi.

Il funzionamento a impulsi è possibile tramite P con il consenso di RT e se il motore non è in rotazione opposta, sulla base di questi tre segnali possiamo utilizzare uno schema funzionale qualsiasi, dopo di che si farà la conversione nel codice previsto dal PLC in dotazione. È da tener presente che quando una stessa uscita è attivata da problemi diversi è necessario ricorrere ai registri poiché non possiamo assegnarla due volte nello stesso programma.

 

La marcia avanti continua è abilitata da: PMA, PSTOP, RT, e da un contatto che mi dice che il motore non è in marcia indietro.

Concateniamo le due soluzioni ed otteniamo così il programma per la marcia avanti con le due modalità. A questo punto potremmo già realizzare il collaudo. Prima di passare alla modalità RUN è bene ricordarsi di posizionare gli ingressi nella condizione imposta nella tabella di assegnazione.

 

Il problema marcia indietro va risolto in modo simmetrico rispetto a quello della marcia avanti continua.

 

Di particolare aiuto può essere avere ben chiaro come sono distribuiti i vari sotto problemi all’interno della memoria programma; in questo modo, infatti, risulta molto semplice, specialmente nel caso di software molto lungo, raggiungere parti del programma su cui effettuare collaudi o modifiche (ossia individuare dalla riga 0 alla 12 la marcia avanti, dalla 13 alla 18 la marcia indietro, dalla 19 alla 22 le segnalazioni). Ciò consente di avere una mappa generale di come abbiamo strutturato il programma nella memoria del PLC. Tale strumento può essere molto valido nel caso di problemi complessi, là dove le modalità operative richieste sono tante, quindi il programma è molto lungo. Una modalità molto utile è anche quella di assegnare, ad ogni blocco programma, un certo numero di elementi funzionali (timer, registri, ecc.) il cui indirizzo non è scelto in modo casuale, ma secondo una logica che può anche essere diversa in funzione dell’applicazione. Un esempio potrebbe essere quello di usare lo stesso indirizzo per un registro o un timer che svolgono una particolare funzione: TIM10 e M10. Questi semplici artifizi consentono una maggiore chiarezza sia in fase di progettazione che di rilettura.

 

Un altro artifizio utile a rendere più semplice la costruzione di un programma è quello di utilizzare, nella fase della sua prima stesura, per un’identificazione dei vari segnali o elementi funzionali, dei codici personalizzati anziché gli indirizzi previsti dal PLC in dotazione. Molti Software di programmazione tramite PC mettono a disposizione questa possibilità: prima di scrivere le istruzioni è sufficiente, in fase di SETUP, definire i codici che si intendono utilizzare assegnandoli agli indirizzi di memoria corretti. Nella fase di trasferimento del programma nella memoria del PLC sarà lo stesso PC a decodificare i codici. L’impiego di commenti consente un’interpretazione del lavoro più rapida e senza errori. In questo modo, anche se il programma è scritto in modo ordinato, esso resta comunque un valido supporto alla corretta costruzione di un programma.

 

Problema 2

Realizzare il programma per il ciclo di lavoro di una pressa secondo i seguenti requisiti:

1)    il funzionamento della pressa avviene con comando di sicurezza a due mani (intervallo consentito 0,5 secondi) e dopo due secondi dall’avvenuto comando;

2)    la discesa della presa avviene se esistono le condizioni: schermo di protezione chiuso e punzone alto;

3)    la risalita del punzone avviene:

a)     per l’attivazione del sensore di fine lavorazione;

b)    per il rilascio di uno dei due pulsanti di azionamento;

c)     per l’apertura dello schermo protetivo;

4)    realizzare il circuito di segnalazione:

L1 schermo aperto

L2 pressa in funzione.

Per semplicità non vengono considerati i tanti dispositivi di sicurezza di cui la pressa dovrà essere dotata. Prima di tutto si realizza un diagramma, per esempio un diagramma di flusso, attraverso il quale vengono stabilite le corrette sequenze operative, dopo di che si passerà alla tabella di assegnazione. Risolviamo, attraverso uno schema a blocchi, la suddivisione per sottoproblemi, con la considerazione che, siccome non vengono richieste particolari funzioni, tale suddivisione è limitata ai soli elementi funzionali. L’unica uscita che può essere attivata attraverso fasi diverse è la salita pressa che dovrà funzionare sia quando il ciclo segue la funzionalità corretta, sia quando c’è una situazione di emergenza. I sotto problemi sono: 1 discesa, 2 salita (scindibile in 2a in ciclo e 2b, in emergenza), 3 segnalazioni (scindibile in 3a schermo aperto e 3b pressa in funzione), 4 temporizzatore di ritardo alla discesa. A questo punto, possiamo analizzare uno alla volta ogni singola entità di lavoro considerando unicamente i segnali che concorrono al loro funzionamento.

Discesa: il comando di discesa è abilitato dai seguenti segnali: schermo di protezione, sensore alto ed il contatto del temporizzatore di ritardo discesa. A questo punto non possiamo provare la fase di discesa poiché manca il segnale del temporizzatore. Possiamo prima risolvere questa parte in modo da poter collaudare il tutto.

Temporizzatore ritardo alla discesa: la risoluzione del segnale di start proveniente dal temporizzatore è un po’ più complessa poiché deve tenere conto dell’azionamento quasi contemporaneo dei due pulsanti.

 

RISOLUZIONE DI PROBLEMI COMPLESSI

In questo paragrafo faremo un esempio di problema complesso che però non sarà risolto come ladder o lista di istruzioni, ma vuole essere solo una dimostrazione di come lo si può ridurre secondo un’analisi top – down.

Un trapano a colonna esegue un numero di fori prestabilito (per esempio tre) su delle piastre che vengono caricate e scaricate in modo automatico. La detta foratura è realizzata tramite .lo spostamento della colonna lungo l’asse x con comando a tempo (per semplicità); alla fine del ciclo il trapano ritorna nella posizione iniziale. È prevista la possibilità per l’operatore di eseguire dei test su ogni singolo attuatore e di monitorare, attraverso un visualizzatore di messaggi, le condizioni del sistema.

La suddivisione può essere così effettuata: blocco 1 stazione di carico / scarico piastre, sottoblocco 1a carico piastra, sottoblocco 1b scarico piastra; blocco 2 posizionamento colonna asse x, sottoblocco 2a movimento a destra, che gestisce a sua volta i tre sottoblocchi 2a’ (foro 1), 2a’’ (foro 2), 2a’’’ (foro 3), sottoblocco 2b movimento a sinistra; blocco 3 ciclo di foratura, sottoblocco 3a discesa, sottoblocco 3b salita, sottoblocco 3c rotazione mandrino; blocco 4 controllo anomalia del sistema; blocco 5 test sui singoli attuatori, sottoblocco 5a funzione discesa / salita, sottoblocco 5b posizionamento asse x, sottoblocco 5c movimentazione della stazione carico / scarico; blocco 6 codifica messaggi ed invio al display, sottoblocco 6a messaggi in ciclo, sottoblocco 6b messaggi in emergenza.

La struttura così realizzata consente di focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti del problema generale, quindi più facilmente risolvibili.

È bene ricordare che, quando una stessa uscita viene analizzata in sottoproblemi diversi, va risolto con l’ausilio dei registri interni che poi saranno messi in funzione OR per agire sulla stessa.

Ci sono alcuni controllori che offrono la possibilità di lavorare proprio per blocchi di programmi, dove ognuno di essi ha una propria area di memoria a disposizione per svolgere la funzione per cui è stato programmato. All’occorrenza tali parti vengono richiamate dal programma principale per essere eseguite.

In questa struttura, le parti in cui essa è suddivisa vengono definite blocchi e denominati, in base al loro impiego in: blocchi organizzativi (OB) per la gestione del programma; blocchi programma (PB) per la strutturazione del programma in routine singole; blocchi funzionali (FB) per svolgere le funzioni complesse; blocchi di passo (SB) per la risoluzione di catene sequenziali; blocchi di dati (DB) parte di memoria dove vengono memorizzati i dati di lavoro.

Là dove non viene fornita questa possibilità, si può fare ricorso alle istruzioni che consentono di far elaborare alla CPU solo quelle parti di programma che in un determinato istante sono necessarie.

 

Molto spesso, negli attuali sistemi produttivi, vengono impiegate unità di lavoro automatiche o stazioni di lavoro, che svolgono, per assolvere alla loro funzione, delle operazioni sequenziali, cioè secondo un preciso ordine che non potrà cambiare. Per la risoluzione di questa tipologia di problemi, le diverse case costruttrici di PLC mettono a disposizione degli utenti istruzioni, linguaggi o circuiti in grado di adattarsi a questo tipo di esigenze.

 

L’analisi del problema si suddivide in task operative numerate, ogni task ha una sua sequenza divisa in passi successivi (step), alla fine si risolve ogni singola task in base al PLC in uso. Alla fine si collegano le singole risoluzioni e si collauda il programma.

Una volta studiato il problema in generale, anche in questo caso, in base alla sua complessità, si cercherà di suddividerlo in sottoproblemi funzionali ben distinti che verranno poi trattati nel modo più idoneo (per esempio un sistema in cui sono presenti più stazioni di lavoro); potremmo quindi avere situazioni di cicli ordinati e situazioni di cicli che evolveranno in modo diverso secondo requisiti prestabiliti.

Normalmente, anche se il sistema è tutto sequenziale, si preferisce comunque suddividerlo in un numero di fasi più contente, denominate task, in modo da dover affrontare più problemi ma più piccoli, quindi più facilmente risolvibili. Dopo aver suddiviso il problema in task è necessario definire, per ogni singola task e nell’ordine corretto, le sequenze di funzionamento a cui sarà associata una determinata uscita. Tali procedure, molto semplici, vengono applicate per qualsiasi tipo di problema purché il sistema abbia un funzionamento sequenziale.

Tramite lo shift register assegniamo ad ogni uscita del registro le sequenze operative rispettando l’ordine di processo. In questo modo vengono attivate più volte alcune uscite del PLC, poiché si ripete una stessa operazione, ma che sappiamo di non poter elaborare più di una volta. Per questo motivo è molto comodo realizzare una tabella in cui vengono riportati, per ogni singola uscita, i bit che l’attivano. Da questa tabella è già possibile scrivere la prima parte di programma in cui si assegnano i bit del registro a scorrimento alle varie uscite, che non potremmo però, momentaneamente collaudare. Il punto successivo da risolvere sarà quello di portare a 1 logico il primo bit del registro a scorrimento e farlo poi scorrere per quante sono le sequenze da realizzare; dovremo cioè elaborare i tre segnali di ingresso del registro a scorrimento. Possiamo programmare il registro a scorrimento utilizzando, come segnali di abilitazione tre registri interni qualsiasi. Per la programmazione dei tre segnali, DATA, CLOCK, RESET seguiremo le modalità di seguito riportate.

Il DATA ed il CLOCK vanno attivati tramite il segnale di inizio ciclo, per esempio il pulsante di start. Se si vuole realizzare un ciclo automatico si può aggiungere il segnale che identifica la fine del processo sequenziale.

Per realizzare lo scorrimento in modo da spostare il primo bit lungo tutte le uscite è necessario, tenendo a 0 logico il DATA, inviare il solo segnale di CLOCK alla fine di ogni singola sequenza. Per questo è possibile usare l’ultimo segnale che interviene.

Tali segnali, programmati con l’istruzione ONE SHOT, vanno messi in OR, sul registro di CLOCK, utilizzandoli una sola volta. Per l’arresto di tutto il sistema può essere utilizzato il segnale di RESET. Collegando i vari blocchi programma si può collaudare il ciclo di lavoro completo. Particolare attenzione va posta all’atto del collaudo al banco poiché è necessario: rispettare la condizione logica assunta per i segnali in ingresso e stabilita nell’assegnazione I / O; portare il PLC nella modalità RUN; attivare i segnali di ingresso secondo il corretto ordine prestabilito dal ciclo.

 





Tutto sui PLC (parte 3)

11 02 2008

Altri elementi funzionali che trovano largo impiego nella programmazione dei sistemi produttivi sono i contatori, dispositivi che commutano la loro uscita dopo che un determinato evento si è verificato un numero di volte prestabilito. La loro abilitazione avviene in base al tipo di contatore, che può essere: unidirezionale (a incremento o decremento), reversibile. Al primo tipo appartengono quelli che possono funzionare a passo 1 in un’unica direzione (positiva o negativa), portando l’uscita a 1 logico quando è stato raggiunto il valore impostato (caso a incremento) o quando è stato raggiunto il valore 0 (caso a decremento). Per la loro abilitazione è necessario impostare: il segnale di conteggio, il segnale di azzeramento o reset, il numero del contatore, il valore di predisposizione (preset value). Il segnale di conteggio abilita il contatore a incrementare il valore raggiunto a quel momento e funziona solo sul fronte di salita (o di discesa) del segnale. Tale abilitazione può anche provenire dalle abilitazioni di più segnali. Il segnale di Reset permette di azzerare il contatore, ogni qualvolta ve ne è la necessità. All’arrivo di questo segnale anche l’uscita del contatore sarà posta a 0. Tale segnale è predominante su quello di conteggio. I contatori reversibili sono invece quelli che possono operare il conteggio sia in incremento che in decremento, sempre a passo 1. Per la loro abilitazione è necessario impostare il segnale di conteggio in incremento (UP) ed il segnale di conteggio in decremento (DOWN).

Un contatore può simulare l’intervento di un temporizzatore se come segnale di conteggio viene utilizzato uno dei registri speciali di clock preimpostati nella macchina (danno direttamente decimi di secondo, secondi, decine di secondi, minuti).

Anche per i contatori è possibile il funzionamento in cascata, fornendo la possibilità di operare conteggi più estesi rispetto a quello massimo consentito.

 

Nel caso in cui si vuole far variare la rigidità di funzionamento (l’elaborazione delle istruzioni in modo sequenziale) si utilizzano delle istruzioni di controllo, che consentono all’utente di decidere come e quali parti far elaborare alla CPU. Le istruzioni maggiormente utilizzate sono: MCA (Master Control Set), JMP (Jump o salto condizionato).

L’istruzione MCS, sempre utilizzata in combinazione con l’istruzione MCR (Master Control Reset), consente di subordinare alla condizione logica di un segnale, lo stato delle uscite assegnate nella parte di programma compresa fra le istruzioni stesse. Quando il segnale in ingresso assume livello logico 1, il programma compreso fra MCS e MCR viene normalmente elaborato dalla CPU; dall’istante in cui lo stesso segnale si porta a livello logico 0, è come se tale parte di programma non fosse elaborato e tutte le uscite, temporizzatori e registri vengono azzerati e i contatori non saranno più abilitati al conteggio pur conservando l’ultimo valore raggiunto. L’eventuale programma scritto dopo la MCR sarà svolto regolarmente. In alcuni controllori, questa istruzione può prevedere anche la sua numerazione e questo consente di realizzare programmi più complessi poiché è possibile annidare i cicli e inserire un’istruzione MCS all’interno di un’altra. Nel caso in cui all’interno di due o più parti programma debbano essere assegnate stesse uscite, è necessario utilizzare registri di appoggio e portare fuori dalle istruzioni MCR le uscite interessate.